Sicurezza
Merigar: «Lasciateci fuori dalla polemica geotermia»
Arcidosso, la comunità buddista ribatte al sindaco: «Non siamo né pro, né contro Valutiamo la questione con spirito critico: non tirateci per la giacchetta»
ARCIDOSSO. «La comunità Dzogchen di Merigar non ha mai “spezzato una lancia” né a favore né contro la geotermia sulla base di preconcetti ideologici. A nome della nostra associazione e del professor Namkhai Norbu esprimo il nostro disappunto nel vederci “tirati per la giacchetta” e coinvolti, nostro malgrado, in polemiche che a nostro avviso non sono utili a salvaguardare il diritto alla salute della popolazione dell’Amiata e alla conservazione del suo territorio».
La direttrice della comunità buddista Dzogchen di Merigar, Giovanna Natalini, replica a quella che definisce una «interpretazione» del sindaco di Arcidosso, Jacopo Marini, sugli ultimi sviluppi della questione geotermia. Il 5 dicembre Marini, con il titolare del ristorante Aiole, Ugo Quattrini, ha annunciato la sua volontà, e quella di un gruppo di ristoratori di querelare per procurato allarme e danno di immagine gli ambientalisti che si battono contro lo sfruttamento geotermico dell’Amiata (dove opera Enel Green power) perché preoccupati per i danni alla salute e all’ambiente che sostanze come mercurio e arsenico – presenti naturalmente in Amiata ma prodotte anche nel ciclo di estrazione del fluido geotermico – concorrono a procurare.
Marini ha bollato come «bufale» le preoccupazioni dei comitati e, a sostegno del suo pensiero pro geotermia, ha riportato la notizia che Namkai Norbu andrà a risiedere accanto al pozzo di Bagnore 25, «come a dire – ha sottolineato il sindaco – che non vi è il minimo pericolo». Conclusione che non è piaciuta a Merigar.
«Da più di 20 anni – scrive la direttrice – Merigar interloquisce con le autorità locali e con Enel, in relazione allo sviluppo della geotermia sull’Amiata, chiedendo di mettere al centro dell'attenzione la salvaguardia dell’ambiente e la salute. Abbiamo sempre mantenuto una posizione indipendente volta a valutare, con senso critico e sulla base di riscontri scientifici, l’evolversi della situazione. Per questo abbiamo sollecitato e incoraggiato tutte le iniziative mirate a monitorare e misurare l’impatto ambientale della geotermia».
Merigar, insomma, ha sempre cercato di rimanere fuori dalla polemica, pur non avendo mai abbassato l’attenzione sui controlli. «Abbiamo chiesto e ottenuto un monitoraggio all’interno delle nostre terre – spiega al Tirreno la direttrice – vogliamo essere rassicurati e stiamo molto attenti ai controlli. Ma da qui a essere tirati dentro ce ne passa. Specifichiamo che quella del sindaco è una sua interpretazione».
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