Il Tirreno

Grosseto

il ristoratore “contro”

«Io querelare i comitati? Mai Pure Taranto sembrava ok...»

ARCIDOSSO. Le opinioni diverse sulla geotermia sono ormai pane quotidiano in Amiata. Nei giorni scorsi Ugo Quattrini del ristorante Aiole, facendosi portavoce di un gruppo di ristoratori, ha...

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ARCIDOSSO. Le opinioni diverse sulla geotermia sono ormai pane quotidiano in Amiata. Nei giorni scorsi Ugo Quattrini del ristorante Aiole, facendosi portavoce di un gruppo di ristoratori, ha dichiarato di non sentirsi affatto danneggiato dalla geotermia, ma anzi, di attendersi ricadute positive, come il calore e la piscina di acqua calda. Quattrini, e con lui il Comune di Arcidosso, non escludono di costituirsi parte civile contro i comitati per danno d’immagine.

Oggi, però, un altro albergatore arcidossino fa dei distinguo. E, anzi, dissociandosi da Quattrini e dal Comune, dice che lui non si costituirà parte civile. Chiede, invece, controlli più stringenti sulle emissioni.

Si tratta di Vincenzo Bianchini gestore della struttura turistico alberghiera ai Capenti di Arcidosso: «Ho letto – dice Bianchini – dell’ipotesi di querela per procurato allarme che il Comune e il ristorante Aiole intendono promuovere nei confronti dei comitati ambientalisti. In particolare ho letto la dichiarazione dell’assessore Marco Pastorelli secondo cui “i ristoratori e gli albergatori potrebbero costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni”. Io non faccio parte dei comitati ambientalisti e quasi mai condivido le loro iniziative, perché generalmente troppo chiassose e solitamente negativiste. Ho saputo che esponenti dei comitati hanno pronunciato parole sgarbate e sconvenienti nei confronti del sindaco; il che è censurabile».

Bianchini però ha deciso: non si costituirà parte civile nel processo penale che dovesse essere promosso nei confronti dei comitati. «Il motivo – dice – è semplice: la presenza della centrale geotermoelettrica, con emissioni dirette in atmosfera, nei pressi della struttura ricettiva da me gestita, rappresenta essa stessa motivo di propaganda negativa per la salubrità e la fruibilità del nostro territorio. Dunque non mi sento di condannare quella parte di ambientalisti che chiedono controlli stringenti sulla gestione degli impianti geotermici con lo scopo di impedire che l’Amiata corra il rischio di subire, nel tempo, le devastazioni di Taranto, Porto Tolle e altre località distrutte da chi originariamente rassicurava che tutto andava bene e tutto era sotto controllo. Approfitto dell’occasione per sollecitare il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini e il sindaco di Seggiano Gianpiero Secco a dare vita al comitato di tecnici per il controllo in loco degli impianti geotermici sulla base degli impegni da loro assunti con gli elettori dei rispettivi paesi».

Fiora Bonelli

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