Il dolore
I mici si aggirano in classe Polemica alle elementari
CINIGIANO. «La scuola sarà anche senza zaino, ma non senza gatti. E in pianta stabile». La lista di minoranza A/gente comune di Cinigiano in un’interrogazione chiede al sindaco Romina Sani se sia al...
CINIGIANO. «La scuola sarà anche senza zaino, ma non senza gatti. E in pianta stabile». La lista di minoranza A/gente comune di Cinigiano in un’interrogazione chiede al sindaco Romina Sani se sia al corrente della «stravagante situazione» che vede quattro gatti frequentare assiduamente la scuola elementare di Cinigiano dove, a quanto pare, i micetti vengono “svezzati”.
Un caso curioso e certamente insolito che è diventato politico ed è finito nel dibattito pubblico. Alice Bianchini, consigliere della lista A/gente comune, dice di aver «appreso da genitori e insegnanti della scuola elementare di Cinigiano che sono presenti da qualche tempo due gatti (forse addirittura quattro, ndc) che vivono direttamente negli spazi scolastici dedicati ai bambini, creando non pochi problemi sul piano igienico sia agli alunni che agli insegnanti».
La minoranza ha contattato la direzione didattica di Paganico da cui la scuola di Cinigiano dipende, sulla opportunità o meno di questa scelta e se è possibile che queste presenze di animali siano tollerate ai fini didattici e organizzativi.
Quel che ne è risultato è che non si tratta di gatti randagi che hanno trovato rifugio nella scuola ma al contrario farebbero, per così dire, parte del programma scolastico. Ma c’è un però.
«La direzione didattica – spiega la minoranza – ha specificato che la presenza di piccoli animali, quali pesci e uccelli, è stata consentita senza alcuna controindicazione, mentre quella dei gatti doveva essere concordata con gli insegnanti e gli stessi genitori. Invece questi genitori e questi insegnanti che si sono rivolti a noi non tollerano queste presenze e, pur lamentandosi, non hanno trovato risposta dagli organi competenti. E poi la presenza del gatto come strumento didattico utile all’apprendimento non pare figurare nel piano della formazione condiviso per i bambini. Infatti non c’è condivisione tra gli insegnanti e i genitori per tollerare la presenza di questi animali per i quali si pone anche un problema igienico delicato come quello di possibili fonti del rischio di toxoplasmosi e allergie, per cui sarebbe più opportuno allontanare questi animali dalle aule nella quali si volge l’attività didattica».
Il problema è rimbalzato a macchia d’olio di bocca in bocca e da giovedì è in atto una raccolta di firme per sloggiare i quattro mici. (f.b.)
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