La manifestazione
Fogar, l’impresa, il mito quarant’anni dopo
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La mostra su Ambrogio Fogar, navigatore solitario, esploratore e avventuriero, visibile fino al 9 gennaio prossimo nella sala del consiglio comunale all’interno dell’ex...
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La mostra su Ambrogio Fogar, navigatore solitario, esploratore e avventuriero, visibile fino al 9 gennaio prossimo nella sala del consiglio comunale all’interno dell’ex scuole elementari in piazza Garibaldi, oggi biblioteca Italo Calvino, è da considerare sicuramente come un pezzo di storia di Castiglione della Pescaia. Ambrogio Fogar, cittadino onorario, è stato per generazioni di castiglionesi prima di tutto un amico, una persona a cui volere bene, e non solo un personaggio mediatico poi idolatrato in televisione, lui comunicatore nato che sapeva arrivare con parole semplici al cuore di tutti. E l’idea lanciata dall’assessore alla cultura del Comune Federico Mazzarello non poteva che trovare ampi consensi, partendo dal progetto che ha coinvolto i ragazzi delle scuole, impegnati a realizzare miniature di barche. Un modo simpatico e manuale, per ricordare chi aveva avuto la lungimiranza, o solo la “sfrontatezza” di tuffarsi a capofitto in un’impresa diventata leggendaria.
Per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, Ambrogio Fogar era prima di tutto un padre, anche se il suo animo era pervaso dal quel “fuoco sacro” che spinge solo i grandi a compiere azioni fuori dall’ordinario, di quelle che rimangono indelebili nella memoria collettiva. Per i castiglionesi Fogar era però solo Ambrogio. E il lavoro compiuto con l’aiuto di tanti amici nel ricostruire l’arrivo del Surprise in quella mattina del 7 dicembre 1974, è stato encomiabile. La mostra, tanto semplice quanto coinvolgente, già all’ingresso si apre con la foto di Fogar che ti invita ad entrare. Poi altre gigantografie, che ricordano in tutto il giro del mondo del navigatore solitario, Come detto però, la mostra, fra qualche foto inedita e filmati dell’epoca rimontati sapientemente con immagini e interviste coinvolgenti a tanti protagonisti compreso ovviamente lo stesso Ambrogio, è incentrata in particolare sul ritorno a Castiglione, dopo il giro del mondo in solitario con la barca a vela, il Surprise interamente costruito nel Cantiere Navale 71 a Castiglione, per di più controvento in 13 mesi. Tanti gli articoli di giornali e riviste, e poi le immagini con le scolaresche: per Fogar, nelle settimane seguenti, diventò quasi una missione far partecipare in modo diretto i giovani castiglionesi che comunque l’avevano seguito costantemente attraverso i media. Un paio di pezzi del Surprise sono comunque ancora ben visibili: i cuscini della cuccetta, ormai ingialliti dal tempo e realizzati anche quelli come tutto del resto a Castiglione (in particolare dalla tappezzeria di Claudio Orsini), e la radio di bordo, all’epoca l’unico strumento per rimanere in contatto attraverso i ponti radio fra gli amici-amatori.
Enrico Giovannelli
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