Il Tirreno

Grosseto

È morta la tartaruga soccorsa dai sub a Punt’Ala

di Francesca Gori
È morta la tartaruga soccorsa dai sub a Punt’Ala

Nora non ce l’ha fatta: l’amo che aveva ingoiato le ha perforato l’intestino L’appello del centro recupero: «I pescatori devono avvertirci subito»

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GROSSETO. Hanno fatto tutto il possibile per salvarle la vita. Ma Nora, la tartaruga trovata da due sub a Punta Ala e soccorsa dal personale del Centro di recupero delle tartarughe marine di Grosseto non ce l'ha fatta. Dopo essere stata portata all'Acquario di Livorno per una visita specialistica, l'esemplare di Caretta Caretta è morta per la perforazione intestinale provocata dall'amo che aveva ingoiato. Quando Nora è arrivata al centro di recupero di Grosseto, le sue condizioni erano molto gravi. L'esemplare infatti, non aveva ancora raggiunto l'età adulta e la lenza, o forse l'amo, che era riuscita ad espellere le aveva perforato l'intestino. Le università che sono state interessate dal personale del centro di recupero hanno già prelevato gli organi e i tessuti per fare degli studi su queste specie ancora non conosciutissime. «Da parte nostra, noi del Centro Recupero Tartarughe Marine di Grosseto - scrive Luana Papetti, responsabile scientifica del progetto - abbiamo fatto il possibile per salvarle la vita e abbiamo anche ricevuto i complimenti dei biologi e dei veterinari dell'Acquario di Livorno e dell'Acquario di Genova per come abbiamo gestito l'emergenza. Ma questa è solo una magra consolazione. Rimane l'amarezza per il fatto che l'animale non sia riuscito a salvarsi, per questo infatti è necessaria la collaborazione del pescatore che si trova in determinate situazioni».

È un appello fatto con il cuore in mano, quello della responsabile del centro ai pescatori della zona. «L'ideale sarebbe che i pescatori caricassero a bordo la sfortunata tartaruga e ci chiamassero - dice ancora - perché l'intervento tempestivo è determinante per la sua sopravvivenza ma comunque nel caso in cui fosse impossibilitato a fare ciò le sarebbe di aiuto anche solo tagliando la lenza il più possibile vicino all'amo poichè una lenza lunga che entra nell'intestino può segarlo proprio come fa il filo che si usa per tagliare la ricotta». È questo quello che è successo alla piccola Nora che, nonostante le cure del centro, non è sopravvissuta a quella lenza ingoiata in mare. Una vicenda, quella della tartaruga Nora, quasi identica a quella di un’altra Caretta caretta recuperata in mare a Talamone e ora al Centro di recupero che si trova appunto nel paese balneare. Anche la tartaruga soccorsa al sud ha ingoiato una lenza, proprio come Nora.

La speranza degli addetti del centro recupero è quella di salvarle la vita.

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