Finanza
Vecchio ospedale, il sogno si avvera
Dopo 30 anni di abbandono il Comune rispolvera il progetto di riqualilficarlo e farci la sua sede unica. Costo: 3,9 milioni
GROSSETO. Colpo di scena: il vecchio ospedale sarà riqualificato. «Lì – promette il sindaco, Emilio Bonifazi – andrà la sede unica del Comune».
Dopo oltre trent’anni trascorsi a ospitare ratti e piccioni, la struttura di via Saffi tornerà a splendere. Tutto è nero su bianco, in due distinte delibere di giunta. Ma sulle coperture economiche della maxi manovra da 3 milioni e 900mila euro qualche perplessità rimane. Sì, perché solo una piccola parte dell’investimento ha i dovuti rimandi in bilancio: sono i 300mila euro previsti per la demolizione di un quinto dell’edificio, ormai irrecuperabile. Per il resto si vedrà.
A pezzi. Quel che oggi si ritrova davanti agli occhi chi passeggia in via Saffi è una realtà desolante, tra intonaco sbriciolato, finestre distrutte e alberelli che sono spuntati qua e là a ridosso e sopra l’edificio, piani alti compresi. Tutto, all’ex ospedale, è rimasto più o meno immobile. L’unico che s’è dato da fare è stato il tempo. Tanto che una porzione dello stabile, pari a circa un quinto dei 12mila 400 metri cubi, dovrà essere rasa al suolo.
Primo passo. Il piano voluto dal Comune è chiaro e prevede due stralci richiamati sia nella delibera 433 del 3 dicembre (“approvazione studio di fattibilità”) che nell’atto successivo, il 434 dello stesso giorno (“approvazione progetto esecutivo, 1º stralcio lavori di demolizione dell’edificio”). L’intera opera di messa in sicurezza dell’area, demolizione della parte del fabbricato pericolante, la cernita e il successivo conferimento in discarica dei materiali di risulta costerà 300mila euro. Di questi, appena 225mila serviranno per i lavori. Tutto il resto sarà dedicato a oneri per la sicurezza, Iva, spese tecniche e imprevisti. Tutto è già inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2014/16 e, cosa ancor più importante, in bilancio, con coperture in due distinti capitoli di spesa.
La sfida. Ma la vera scommessa non è buttar giù, bensì costruire. Ed è qui che l’idea traballa. Per i restanti 3milioni e 600 mila euro non c’è ombra d’un quattrino. Ma il sindaco (vedi a lato, ndc) ha in tasca una soluzione che potrebbe rendere sostenibile il progetto e non lasciarlo un’opera monca. Ma come sarà il complesso immobiliare? «Voglio un concorso d’idee» spiega Bonifazi. «Si tratta – prosegue – del passaggio finale di un percorso di studio lungo e complesso, che ha visto già partire in queste settimane la ricollocazione degli uffici comunali e la razionalizzazione dei fitti passivi». La struttura ospiterà dunque la sede unica del Comune, accorpando gli uffici oggi distribuiti in 16 sedi spalmate su tutto il capoluogo. Un’operazione che i vertici della giunta avevano in mente da diverso tempo: d’altra parte, la sede unica del Comune era nei programmi elettorali di quello che sarebbe divenuto il Bonifazi bis nel 2011. Ecco perché non deve stupire l’affermazione dell’assessore al bilancio, Paolo Borghi, che ricorda come «abbiamo studiato a lungo questa soluzione» che arriva dopo «un abbandono vecchio di decenni».
Il rilancio. La rinascita dell’ospedale vecchio rientra in qualcosa di ben più ampio. L’edificio, tanto per dirla con le parole dell’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci, sarà «protagonista del rilancio di una vasta area del centro storico». Una boccata d’ossigeno per quello che dovrebbe essere il salotto buono della città. L’aria, almeno quella, non ha bisogno di coperture in bilancio.
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