Il Tirreno

Grosseto

«Sindaci, aiutateci a riavere dall’Unipol i nostri soldi»

di Alfredo Faetti
«Sindaci, aiutateci a riavere dall’Unipol i nostri soldi»

Decine di famiglie scrivono ai primi cittadini e al Pd «Dalla banca nessuna risposta; chiediamo un incontro»

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MASSA MARITTIMA. «La finanziaria bolognese si è trincerata in un silenzio ermetico che ha superato ogni soglia di tolleranza e che è stato causa delle reazioni legali intraprese da molti di noi». Firmato l’assemblea delle persone coinvolte nella vicenda Unipol. Decine di famiglie di Massa Marittima, Follonica, Gavorrano, Scarlino e Montieri. Gente che ha perso i risparmi accumulati in una vita, sfumati con la dipartita di un consulente della banca che aveva messo in piedi un brutto giro d’affari.

Ora l’assemblea torna a farsi sentire e chiama in causa il partito che più rappresenta i Comuni della zona nord: il Pd. E scrive a tutti i rispettivi sindaci perché riprendano in mano la questione.

«Vorremmo che gli amministratori comprendessero che questo problema non sta vedendo soluzione immediata, ma anzi è aggravato dal perdurare assurdo delle vicende legali e dalla reticenza Unipol e che il passare del tempo rende sempre peggiori le condizioni delle persone coinvolte tantoché questa tematica sarà sicuramente riproposta in diverse sedi», spiega l’assemblea.

A loro dire e secondo le loro stime il danno ammonta a circa 20 milioni di euro. Tanto era riuscito a mettere insieme illecitamente il consulente contestato prima di morire, portando via questi soldi che rappresentavano per le decine di persone coinvolte il salvagente verso il futuro. L’assemblea ribadisce la «propria autonomia da ogni gruppo politico», ma torna a farsi sentire prendendo la palla al balzo dalla mozione presentata dalla civica d’opposizione Massa Comune nell’ultimo consiglio comunale. Mozione che appunto riguardava il caso Unipol e che è stata bocciata dalla maggioranza non tanto per i contenuti, quanto per i toni, a suo dire soltanto provocatori.

Le persone coinvolte, dal canto loro, già a suo tempo avevano parlato con i propri sindaci, anche riguardo alle cause civili intentate contro la banca. «Malgrado l’apparente disponibilità e la solidarietà espressa da tutti e le risposte che sembravano incoraggianti – spiegano – tutto stranamente e amaramente si arenava senza un seguito».

Ma c’è stato anche un altro grande interlocutore nel tempo (7 anni) per l’assemblea: il Pd, ritenuto «il referente più idoneo a farsi spiegare perché all’interno dell’Unipol questa vicenda fosse perdurata per molti anni, senza che ispezioni e controlli interni (obbligatori per legge) non avessero mai rilevato anomalie».

Ed è proprio qui, con il connubio amministrazioni e Pd, che l’assemblea trova la persona a cui rivolgere la richiesta di nuovi incontri. È Flavio Zazzeri, capogruppo pd nel consiglio comunale a Massa Marittima, che nell’assise ha ribadito la delicatezza del caso. «A lui ci rivolgiamo – spiega la lettera – per quell’impegno menzionato e quel non stare immobili e a lui chiediamo un incontro per un aiuto concreto, garantendo che non permetteremo nessuna strumentalizzazione sulla vicenda». E da lui «vorremmo estendere l’invito a tutte le amministrazioni dei comuni dove sono residenti le persone coinvolte a prendere posizione».

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