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Grosseto

Pandora, chiesto il processo per 52 imputati

Pandora, chiesto il processo per 52 imputati

La Procura ha individuato i presunti responsabili della truffa alle assicurazioni del periodo 2008-2010

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GROSSETO. La Procura ha chiesto il processo per la prima parte dell'operazione cosidetta Pandora, la presunta truffa alle compagnie assicuratrici che sarebbe stata messa a segno (ma in alcuni casi con il solo tentativo) tra il 2008 e il 2010. Associazione per delinquere l'accusa più grave per una parte degli imputati, corruzione e falso i reati contestati nello specifico insieme alla truffa. Nella richiesta dei sostituti procuratori Stefano Pizza e Marco Nassi ci sono solamente alcuni dei 63 indagati che alla fine di aprile avevano ricevuto il fine indagini. In particolare, sono adesso 52 i grossetani per i quali la Procura chiede il processo. Vi sarebbe una richiesta di patteggiamento, per gli altri rimasti coinvolti nelle fasi iniziali non ci sarebbero stati elementi sufficienti per sostenere un processo. Le difese sono in attesa di conoscere la data di fissazione dell'udienza preliminare e quindi anche di sapere se i propri assistiti sono stati proposti per il processo oppure no. Tutto ciò avviene mentre va avanti la seconda tranche del procedimento basato sulle indagini della polizia stradale e della polizia di stato della Procura.

Quello che potrebbe andare a giudizio è il filone dell'agenzia di pratiche infortunistiche Studio Verde. Le indagini avevano riguardato titolari, soci di fatto e collaboratori come anche avvocati, medici di Grosseto e Orbetello, infermieri, appartenenti alle forze dell'ordine, carrozzieri, un perito infortunistico e semplici cittadini sospettati di aver fatto carte false (in particolare false dichiarazioni al pronto soccorso) per incidenti di cui non sarebbero mai rimasti vittima; addirittura che non sarebbero mai avvenuti. In un caso, una donna era finita nell'indagine per aver indotto il figlio di 5 anni a dichiarare al medico di essere rimasto coinvolto con lei in un incidente.

Dinamica similare: compilazione di modelli per falsi infortuni, istruzione di pratiche risarcitorie per incidente veri con falsi infortunati, prolungamento della malattia. Il sodalizio identificato dalla Procura avrebbe intessuto una ragnatela di contatti, finalizzata a individuare i segnalatori (medici, infermieri e forze dell'ordine che avrebbero agito in cambio di denaro) e avrebbe reperito persone disponibili a comparire come infortunati in incidenti falsi. Tutti ne avrebbero avuto un tornaconto. (p.s.)

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