Il Tirreno

Grosseto

Carrozzieri in guerra contro Cna

di Maurizio Bernardini
Carrozzieri in guerra contro Cna

Assicurazioni e doppi incarichi, in 23 accusano: «Non ci protegge dagli attacchi delle compagnie»

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GROSSETO. Tutto in una notte: è bufera sul consorzio Concama e vertici Cna. Telefonate, lettere e qualche documento al veleno hanno condito quello che pare un conflitto lontano dal risolversi. Pomo della discordia, gli accordi tra un grosso gruppo assicurativo e il consorzio nato dall’unione di 18 carrozzerie maremmane, il Concama, appunto.

Giovedì sera: ventitré carrozzieri si danno appuntamento nella sede dell’associazione di via Birmania. A metterci la faccia e cercare di tenere la barra dritta c’è il segretario sindacale Cna, Davide Pecci. Una decina i tesserati presenti. Gli altri o non hanno una tessera o fanno parte di Confartigianato.

Ma l’associazione guidata dal direttore Mauro Ciani non finisce nel calderone. Questo perché, tanto per dirla con le parole dei 23 accorsi alla riunione, «è più protettiva nei nostri confronti, ci dimostra solidarietà». Cosa ben diversa dalla Cna, accusata di sostenere il Concama che, a differenza di quanto indicato dalle associazioni di categoria, ha stretto convenzioni con gruppi assicurativi.

La faccenda è semplice: la compagnia offre un piccolo sconto sull’Rc auto ai propri clienti che garantiscono di rivolgersi, in caso di bisogno, a una delle carrozzerie convenzionate. Tanti i dettagli che non vanno giù a chi è del mestiere, tanto che c’è chi lamenta cali negli incassi.

Buona parte della discussione è centrata sul doppio ruolo di Nevio Bernardini, presidente provinciale del ramo Cna che si occupa dei carrozzieri e numero uno del Concama. La sua posizione, secondo molti dei presenti, deve passare al vaglio del collegio dei garanti.

«L’articolo 20 del regolamento Cna – spiegano gli intervenuti, tra cui Giacomo Gori e Marco Rossi – prevede che i presidenti comunichino agli organi d’appartenenza l’adesione a consorzi. E il collegio dei garanti valuta eventuali conflitti d’interesse: noi vogliamo questo».

Ma c’è dell’altro. Per i 23 titolari di carrozzerie, il Concama, nato grazie a quella che il gruppo definisce “benedizione” della Cna (e della Confartigianato) non difende la categoria da quello che alcuni vivono come un assalto da parte delle grandi compagnie assicurative. «Anzi – bisbigliano alcuni – gioca dall’altra parte». A ingrossare la polemica contribuisce l’assenza di Ivo Babini (vedi box, ndc), presidente regionale e vicepresidente nazionale degli autoriparatori Cna.

«Volevamo incontrarlo come presidente del Concar, un altro consorzio aretino, senza i soci del Concama. Invece, nonostante lo avessimo chiesto a Cna con lettera formale, l’associazione non lo ha contattato come si deve. Anzi gli hanno consigliato di non venire».

Durante la riunione si scaldano gli animi e spunta un documento con tre punti necessari a «riprendere il controllo della Cna». Tra questi, l’idea di creare un gruppo di artigiani e imprenditori iscritti che possano rimanere in contatto; modifica dello statuto e del regolamento con l’introduzione dell’elezione diretta di tutte le cariche, presidente compreso; istituzione del recall, ovvero possibilità di rimozione degli eletti dal loro incarico prima della scadenza del mandato. Difficile da attuare? Ecco la terza via: l’impegno massiccio alle prossime elezioni. Nel caso dei carrozzieri, nell’estate 2017.

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