Il Tirreno

Grosseto

polizia di stato

Arrestato dopo il raid sulle auto in sosta

Pierluigi Sposato
Due poliziotti delle volanti di Grosseto
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Due poliziotti delle volanti di Grosseto

E' stato inseguito da uno derubati che l'ha bloccato fino all'arrivo della Volante

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GROSSETO. Resta in carcere fino al processo, fissato per lunedì 15, lo straniero di 26 anni, di origini tunisine, senza fissa dimora, arrestato dalla polizia di stato perché ritenuto responsabile del raid sulle auto in sosta in via Ticino, venerdì pomeriggio. Un furto – ma con la refurtiva restituita al proprietario che si era messo all'inseguimento – e un tentativo di furto. E quando il giovane era stato portato agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima, ne era fuggito: è stato trovato in casa di una pregiudicata grossetana. Ed è stato arrestato per la seconda volta.

L'allarme era partito poco dopo le 15, quando al 113 era giunta la segnalazione di una persona che stava rubando tra le auto. La Volante aveva percorso via Ticino contromano e, all'altezza del numero 33, aveva visto un uomo di origini africane steso a terra e che si dimenava mentre un altro uomo lo teneva fermo. Dopo averlo bloccato e finalmente ammanettato, gli uomini delle Volanti si facevano raccontare quanto era accaduto. E avevano ricostruito che prima il giovane arrestato aveva cercato di rubare qualcosa da una Golf in sosta in via Sardegna, ma si era dato alla fuga senza rubare nulla; poi si era spostato in via Ticino e da una Volvo V50 aveva preso un cellulare Nokia, un caricabatteria e alcuni spiccioli (in questo caso il proprietario si era accorto del furto e aveva raggiunto il ladruncolo, facendosi restituire cellulare e caricabatteria – era lui che l'aveva bloccato a terra); poi era fuggito approfittando del fatto che era sopraggiunta una donna. Questa aveva riconosciuto nel tunisino la persona che il 28 novembre aveva forzato la serratura della sua Micra (sempre in via Ticino) e vi aveva frugato all'interno.

Addosso al tunisino, portato in Questura per la perquisizione, sono stati trovati non solo i 2,55 euro presi dalla Volvo ma anche un coltellino a serramanico (lama 7 centimetri) pronto per essere utilizzato come spadino perché dalla punta limata.

Avvertita la Procura, il sostituto Marco Nassi ha disposto l'arresto e la custodia ai domiciliari in via Clodia, presso connazionali. Ma vi è rimasto poco. La pattuglia lo ha rintracciato al mattino in casa di una giovane grossetana. E così il pm ha contestato non solo il furto e il tentativo di furto ma anche l'evasione. Reati per i quali il giudice ha convalidato il provvedimento (per il tentativo di furto del 28, il porto del coltellino e le false generalità dichiarate all'arresto è stato solamente indagato). Il giudice Sergio Compagnucci ha accolto la richiesta di custodia in carcere in attesa del processo: impossibile dare i domiciliari visto che il giovane ne era appena evaso. Difesa Alessandro D'Amato.

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