Toscana
Addio a Finisio Manfucci: raccontò in musica la Maremma di Vergari
Il maestro, nato a Scansano, aveva 83 anni. Grazie al suo lavoro si è conservato un intero patrimonio di canti popolari
SCANSANO. Scansano dà l'addio a Finisio Manfucci, un grande e amatissimo maestro di musica di Grosseto, dove ha allevato decine e decine di musicisti, molti dei quali diventati oggi famosi e apprezzati, ma anche amico fraterno di personaggi notissimi in provincia, come Morbello Vergari di cui era collaboratore e intimo, o Spartaco Trapassi, autore della nota canzone popolare simbolo della Maremma, con cui collaborava dagli anni ’90.
La carriera musicale di Manfucci, arrivato nel dopoguerra a Grosseto da Scansano, dove era nato il 21 ottobre 1931, era iniziata grazie alla misteriosa e enigmatica figura dell’Egiziano, il maestro di fisarmonica che aveva messo su, a Grosseto, una scuola di musica. Finisio entrò a far parte della scuola e quando l’Egiziano misteriosamente scomparve (non se ne seppe più nulla nemmeno negli anni a venire), Manfucci prese il suo posto a dirigere la scuola.
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Intanto continuava gli studi al conservatorio di Pesaro, dove si diplomò in musica corale e direzione del coro. Divenne maestro di musica nelle scuole medie e poi, e lo riteneva un grande segno distintivo, professore di musica del magistrale di Grosseto, l’unica scuola superiore dove all’epoca si insegnava la disciplina musicale.
Proseguiva anche ad insegnare privatamente vari strumenti e canto e tanti sono gli allievi diventati noti grazie alle sue competenze e abilità: Giovanni Lanzini degli Amici del Quartetto, il professor Massellucci che insegna musica alla scuola media Pascoli, Roberto Garosi, professore di musica di Follonica che, sotto la sua guida, da piccolo vinse numerosi concorsi di fisarmonica, Carla Baldini, nota cantante grossetana, e molti altri.
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Negli anni ’70 avvenne l’incontro con Morbello Vergari. Ci fu subito complicità e amicizia. Li accomunava la passione per la musica popolare e l’estrazione contadina di entrambi, un mondo magico e intatto che Finisio, che aveva ben dieci fratelli, apprezzava e aveva nel cuore. Grande, il lavoro in quegli anni, di registrazione e trascrizione di antichi canti, fino all’uscita del libro “Canti popolari in Maremma”, dove si fissavano i tratti di una Maremma lontana e sognata, che stava rapidamente scomparendo.
Nel 1996 scomparve la moglie Anastasia Simonini, maestra e notissima maestra elementare e da allora il maestro Manfucci si era ritirato a vita privata, anche se circondato da tanti amici e ex allievi: tra i più cari, i membri del Coro degli Etruschi e Spartaco Trapassi, e poi i figli Carlo e Enrico e i tre nipotini. Erano in tanti, la mattina di sabato 6 dicembre, quelli che gli hanno dato l’estremo saluto al cimitero di Scansano dove sono sepolti i nonni, la moglie e nove dei suoi fratelli.
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