Il Tirreno

Grosseto

Imu sui terreni agricoli rinviata a giugno

di Fiora Bonelli

Scadeva il 16 dicembre ma ieri lo slittamento. Sospiro di sollievo in provincia di Grosseto, dove i sindaci si erano ribellati

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GROSSETO. La data sarebbe stata il famigerato 16 dicembre. Scadenza per l’ennesima tassa da pagare, l’Imu sui terreni agricoli, anche montani. Invece, al fotofinish è arrivata la notizia del rinvio del termine per il pagamento a giugno prossimo.

Una boccata di ossigeno, anche se il rinvio non risolve un problema per il quale c’è stata una mobilitazione generale di sindaci, associazioni, deputati e chi più ne ha più ne metta.

Ha cominciato Oreste Giurlani dell’Uncem Toscana che ha stigmatizzato l’inopportunità di una ulteriore tassa sulle fasce più deboli, quelle montane. Poi, Carla Benocci, sindaco di Sorano, seguita da Massimo Galli di Roccalbegna, che con una battuta ironica era arrivato a ipotizzare: «Potremmo spostare la sede municipale a Santa Caterina, alta più di 700 metri sul livello del mare, visto che l’agricoltura collinare è quella più sacrificata».

Il collega Giampiero Secco di Seggiano ha dedicato un consiglio comunale apposta in cui farà una dichiarazione comune di contrarietà ai metodi di scelta dei parametri relativi ai comuni che devono pagare.

E c’è anche chi ha mobilitato i cittadini, come Pierluigi Camilli, sindaco di Pitigliano, che durante l’assemblea con la cittadinanza ha concordato una petizione da inviare al governo in cui si chiede di ritirare l’imposta. La petizione è già stata firmata da 200 persone e a suo sostegno la deputata grossetana Marisa Nicchi (capogruppo Sel in Commissione Affari sociali) promette: «No all’introduzione dell’Imu nei terreni agricoli, che rischierebbe di mettere in ginocchio la Maremma, già devastata dalle alluvioni, che proprio dalla terra trae la sua linfa vitale e il motore dell’economia. Intraprenderemo tutte le iniziative parlamentari possibili».

Sulla stessa scia il coordinatore grossetano di Sel, Marco Sabatini: «Sarebbe un provvedimento che andrebbe a colpire soprattutto alcune aree montane del Paese e quelle più svantaggiate».

«L’Imu sui terreni agricoli, voluta unilateralmente dal governo, è una tassa ingiusta e colpisce in maniera indiscriminata tutte le imprese del settore», rincara la dose Anton Francesco Vivarelli Colonna, presidente di Confagricoltura, che prende atto dello spostamento a giugno del pagamento richiesto al governo.

Plaude al rinvio l’onorevole Luca Sani, presidente della Commissione agricoltura alla Camera, che giudica «un gesto apprezzabile di buon senso la decisione del governo di rinviare il pagamento dell’Imu agricola previsto per il prossimo 16 dicembre».

Lo “spauracchio” dell’Imu applicata sui terreni agricoli, però, non è fugato del tutto, ma è solo rinviato. Per questo Romina Sani, sindaco di Cinigiano e assessore all’Unione dei comuni dell’Amiata grossetana, commenta: «Accogliamo il rinvio con piacere e con l’auspicio che il governo sfrutti questi mesi di proroga per rivedere i criteri di individuazione, ma soprattutto la politica tributaria con ricadute a livello locale. Solo così saremo in grado di non penalizzare ulteriormente i contribuenti già fortemente spremuti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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