Proteste
Caso Baldi, la decisione a giorni
Alla vigilia del voto l’ex candidato a sindaco era dirigente Asl. Il giudice valuterà se poteva presentarsi
FOLLONICA. Lo scranno di Daniele Baldi traballa. Il giudice del tribunale di Grosseto ha rimandato la decisione di qualche giorno. L’ex candidato a sindaco per il centrodestra, è finito davanti ai giudici dopo la segnalazione di alcuni follonichesi, spronati dal Movimento 5 stelle.
La questione riguarda la sua presunta ineleggibilità, perché al momento della sua scesa in campo nella città del Golfo, Baldi ricopriva un ruolo nella sanità pubblica. Un ricorso elettorale arrivato dopo l’insediamento dell’attuale amministrazione, quando l’esponente di centro destra era già seduto ai banchi dell’opposizione, visto che il ballottaggio dell’8 giugno ha visto vincere il suo avversario politico di centro sinistra, l’odierno sindaco del Golfo, Andrea Benini.
Baldi, appunto, al momento della sua candidatura era direttore amministrativo dell’Asl 1 di Napoli, ruolo apicale nella struttura sanitaria napoletana, ricoperto sino a pochi giorni prima del ballottaggio, quando il direttore generale dell’azienda gli chiese di scegliere tra la sua professione e la politica e l’esponente di centrodestra preferì continuare la corsa alla guida di Follonica.
I grillini una volta costituito il nuovo consiglio comunale hanno fatto presente la presunta incompatibilità alla Procura grossetana.
«Non c'è assolutamente nulla di personale contro Daniele Baldi – spiegarono all’epoca i pentastellati – ma rivendichiamo il diritto e dovere di mettere in luce, ombre, dubbi, perplessità, ogni qualvolta si presentano nell'attività politica e riguardano direttamente i cittadini. Le nostre osservazioni sono relative all'ineleggibilità del candidato a sindaco Baldi, il quale ricoprendo il ruolo apicale di direttore amministrativo dell’Asl 1 Napoli Centro, doveva dare le dimissioni 180 giorni prima della scadenza del consiglio comunale, come recita l’articolo 60 del Testo unico degli enti locali, cosa che lo stesso Baldi aveva dichiarato alla stampa di aver fatto il 5 giugno, 3 giorni prima del ballottaggio».
Ieri il caso è stato discusso in tribunale: la tesi portata avanti dall’avvocato dell’ex candidato, Davide Lera, è che l’Asl napoletana non è quella di appartenenza e non ha nessun contatto con il territorio maremmano. A giudizio del legale la legge è chiara, ma nello stesso tempo non prevede riferimenti territoriali, a differenza di altri casi di incompatibilità.
La difesa ha richiesto al giudice Ottati di ricorrere alla Corte costituzionale, per poter prendere in considerazione un'altra interpretazione della norma. Baldi non poteva influenzare il voto, lavorando a centinaia di chilometri di distanza dalla città in cui si è candidato. Il giudice si è preso dei giorni per valutare la questione, ma per i più la sentenza darà ragione ai grillini. Se così fosse al posto di Baldi arriverebbe in consiglio Daniele Pizzichi, esponente di Forza Italia.
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