Sicurezza
Alice e Samuele erano fermi in strada quando un furgone li ha travolti
"Nessuna manovra spericolata, avevano accostato con la moto perché c'era un incidente": parla la sorella della giovane, ancora in condizioni gravissime. Forse martedì il rientro della salma di lui
GROSSETO. Non andavano veloce, non hanno fatto sorpassi spericolati in curva: nulla di azzardato. Samuele e Alice erano in moto in Honduras, sì, ma in quel momento non stavano viaggiando, né tantomeno andavano veloci: erano fermi a bordo strada, in piedi accanto al veicolo parcheggiato, perché lì davanti c’era stato un altro incidente e loro avevano interrotto la propria corsa. In quel momento un pullmino ha sbandato, forse proprio per schivare il veicolo incidentato, e li ha travolti in pieno. Un destino atroce, per Samuele Pandolfi, 30 anni, elettricista di Castiglione della Pescaia, e la moglie Alice Borsetti, 28 anni da compiere a gennaio, originaria di Abbadia San Salvatore. Una beffa del destino in cui l’alta velocità non c’entra niente e che emerge ora, dalle parole della sorella di lei, Romina Borsetti, 35 anni. La coppia di coniugi, quel maledetto giorno, era al posto sbagliato nel momento sbagliato. Samuele è morto dopo poco per un’emorragia; Alice lotta ancora tra la vita e la morte, in un ospedale dell'Honduras.
“E’ grave, ha già subito tre operazioni e aspetta una quarta”, racconta sconvolta Romina, che spiega come sono andate le cose, sulla base delle testimonianze raccolte grazie a sua sorella Simonetta, 41 anni, volata in Honduras col marito. “Là ha potuto conoscere le cose informandoci: ci sono testimoni che hanno visto tutto e hanno formalmente depositato la loro testimonianza. Quello che è successo non ha niente a che fare con l’alta velocità o una guida scorretta - dice Romina - Mia sorella e suo marito erano fermi. Più di così non potevano fare. E lo racconto per far tramontare un'eventuale lettura delle cose che farebbe solo del male a tutti noi. Non c’entra niente l’alta velocità: Samuele e Alice erano fermi in moto e più di così non potevano fare. Lui era anche molto scrupoloso, amava i motori ma era molto, molto attento alla guida”.
La dinamica. La coppia era in Honduras da circa un mese e sarebbe tornata oggi o domani. “Alice e Samuele erano là per i Testimoni di Geova – racconta Romina - Gli ultimi giorni se li erano concessi per loro”. Quel giorno erano in moto, e non da soli. C’erano alcuni amici. Stavano andando in moto sulla “carretera Panamericana” la strada che dalla capitale Tugucigalpa va in direzione Choluteca nella zona Nueva Arcadia a Cerro de Hula, per visitare una fiera.
Viaggio in Honduras con i Testimoni di Geova
“Quando hanno visto l’incidente che era appena successo in quella strada honduregna, hanno accostato fuori dalla carreggiata, sono scesi dalla sella, e lì in piedi sono stati centrati di netto. Un furgoncino, che forse si era distratto per guardare o schivare l’incidente, li ha travolti. E’ stato un frontale spaventoso: Samuele è stato preso per primo e col suo corpo ha attutito il colpo su mia sorella, che infatti è sopravvissuta, anche se gravissima. Ora è in ospedale, sveglia e consapevole che è successo qualcosa di grave, ma non ricorda niente. Sta cercando Samuele. Lo cerca ma non sa che è morto”.
Gravissima. Le condizioni di Alice sono gravissime. La ragazza ha perso molto sangue, ha già subito tre interventi e deve subirne un quarto. “Il primo è stato per bloccare l’emorragia intestinale, aveva due fori. Il secondo è stato un lungo intervento di preparazione a un successivo intervento al collo. Il terzo è stato appunto l'intervento al collo, in cui siamo riusciti chiudere la parte anteriore che era rotta di netto. Ora Alice dev’essere operata di nuovo, ha il femore rotto che è fuoriuscito e il bacino rotto in quattro punti. Se i valori si normalizzano e tutto procede bene, entro una settimana si spera che la situazione migliori: ancora non è fuori pericolo. E finché non facciamo l’intervento lei continua a perdere sangue dal femore”. L'arrivo in Italia? "si spera di farli tornare insieme".
Il rientro della salma. Potrebbe essere rimpatriata martedì la salma di Samuele. Le pratiche burocratiche sono state risolte a tempo di record, grazie anche all’interessamento dell’ambasciata italiana, e se tutto verrà confermato il corpo dell’elettricista potrà essere imbarcato nel volo di ritorno. Più incerti i tempi di lei, viste le condizioni in ospedale. La volontà delle famiglie era quella di rimpatriare i ragazzi insieme, ma proprio le condizioni di Alice non lo permetteranno.
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