Sicurezza
«Il carcere di Grosseto non è allo sfascio»
GROSSETO. «Il carcere di Grosseto è efficiente e funzionale e non vive in uno stato di abbandono». Lo ripete in un alettera aperta Alessandro Pugi, dipendente dell'amministrazione...
GROSSETO. «Il carcere di Grosseto è efficiente e funzionale e non vive in uno stato di abbandono». Lo ripete in un alettera aperta Alessandro Pugi, dipendente dell'amministrazione penitenziaria del carcere di Grosseto.
«L'istituto - ripete - è funzionale e operativo e non vive in uno stato di abbandono come si vuol far credere». A spiengere l’agente di polizia penitenziaria a raccontare la situazione del carcere l’articolo uscito sul nostro giornale lo scorso 2 dicembre nel quale si dava conto di una lite avvenuta all’interno dell’istituto nel quale un agente era rimasto ferito.
«Il personale dipendente del Ministero della Giustizia e operante presso l'Istituto Penitenziario di Grosseto - inizia la lettera - tiene a precisare che la struttura penitenziaria in questione, seppur classificabile come edificio storico, è efficiente e funzionale e non vive una situazione di abbandono e fatiscenza, come riportato dal delegato Cisl».
«Crediamo con convinzione che, seppur svolgendo le nostre mansioni nelle difficoltà dell'attuale situazione economica italiana - va avanti Pugi - la funzionalità di questa struttura sia da ricondurre alla solerte attività del direttore dell'istituto, dottoressa Maria Cristina Morrone, al personale che vi opera ogni giorno con serietà e sacrificio e al supporto logistico ed economico del Provveditorato Regionale per la Toscana».
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