Sicurezza
Dai terreni all’asta più di un milione Il Comune fa cassa
A Gavorrano tornano in vendita un camping e la farmacia Gente Comune attacca la scelta dell’amministrazione
GAVORRANO. Servono liquidi in periodi di secca economica come questa. Così il Comune di Gavorrano fa di necessità virtù e mette all’asta i pezzi pregiati della sua collezione.
Alcuni li aveva già provati a vendere, altri sono nuovi, magari messi sul piatto per cercare un’altra tipologia di clientela. Non è detto infatti che chi ha rifiutato il camping La Finoria faccia altrettanto con un terreno agricolo. E viceversa. In ogni caso, l’amministrazione del sindaco Elisabetta Iacomelli mette sul piatto nove lotti, tra terreni, fondi commerciali e appunto strutture ricettive. Una collezione pregiata che vale, secondo le perizie dei tecnici, oltre un milione e mezzo di euro.
L’articolo più caro, neanche a dirlo, è appunto il camping La Finoria, storica struttura nascosta nei boschi dietro a Gavorrano. Il Comune ha già provato a venderla, ma l’asta è andata deserta. Oggi torna alla carica, confermando quelle indicazioni già messe nere su bianco (escludendo il laboratorio ambientale) e fissando la base d’asta a 724mila euro.
Il lotto comprende: oltre cinque ettari di terreno collinare, il bar-ristorante, la piscina, i bungalow, gli impianti e i servizi igienici. Al secondo posto, in ordine di prezzo, c’è un podere con relativi poderi nella piccola località di Follona: parliamo in un edificio di cento metri quadrati e di un centinaio d’ettari di terreni.
Un bel pacchetto da seicentomila euro come base d’asta. C’è anche un fondo commerciale nella lista e anche questo è un tormentone: sono i locali della vecchia farmacia in via Matteotti a Gavorrano, grande centodieci metri quadrati, valutata 176mila euro. A seguire, ci sono quattro terreni agricoli edificabili, validi per altrettanti lotti. Il più grande è ancora una volta a Gavorrano paese, grande 1.760 metri quadrati e stimato dai periti oltre cinquantamila euro. Il secondo in ordine d’importanza, esteso per 876 metri quadrati, è al Filare e la base d’asta è di trentunomila euro. Una bella collezione di cui il Comune è pronto a liberarsi per riuscire a far cassa.
E se tutti gli affari in lista andranno in porto, le casse pubbliche riscuoteranno oltre il milione e mezzo di euro.
Le alienazioni, del resto, sono il metodo più diffuso per fare liquidi per i Comuni, ma non sempre questo sistema piace. Così a Gavorrano, dove l’opposizione Gente Comune ha già criticato questa filosofia: «la maggioranza pensa che riuscendo a vendere il patrimonio si effettueranno gli interventi previsti in bilancio, ordinari e straordinari» hanno detto i rappresentanti nel corso di un consiglio comunale di metà settembre. Ma visto che non si è trovato nessun acquirente e che le risorse a disposizione dei Comuni sono sempre meno, Gavorrano ha deciso di riprovarci.
Le offerte dovranno essere presentate entro il 27 gennaio a mezzogiorno. Dopodiché, aperte le buste, si capirà se l’amministrazione ha fatto un affare o meno.
E se davvero c’è qualcuno disponibile a investire in immobili di pregio che ovviamente possono essere acquistati a una cifra molto più bassa del loro reale valore di mercato.
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