Finanza
«Polveri e puzza, qui non viviamo più»
Arcidosso, una abitante di Bagnoli ha chiamato i carabinieri. E sul caso geotermia la minoranza solleva il caso Bagnore 3
ARCIDOSSO. «Odore insopportabile di soffioni e presenza di polveri sottili». E per la geotermia arrivano i Carabinieri. La gente di Arcidosso è preoccupata e chiede l’intervento delle forze dell’ordine.
Ieri la chiamata è arrivata da Emilia Santella di Bagnoli che ha mostrato ai carabinieri le automobili cosparse di polvere giallastra e ha fatto notare l’aria irrespirabile a causa del penetrante e classico odore di “uova marce”. «Non possiamo più tollerare questa cosa - commenta la Santella - respiriamo veleni e tutte le auto sono piene di polvere. E che non si dica che è sabbia del deserto. Ma una moratoria per le centrali no?».
Intanto la minoranza di Arcidosso guidata da Pier Paolo Camporesi coi consiglieri Lazzeroni, Pallari, Amati, ha inviato al sindaco Jacopo Marini una lettera per posta certificata e diffuso una comunicazione ai cittadini di Arcidosso, annunciando anche una imminente mozione. L’argomento è quello caldo del fermo dell’impianto Amis di Bagnore 3 che deve essere sostituito, dal 24 novembre a tutto dicembre. Quindi per 40 giorni, mercurio e idrogeno solforato dispersi a cielo aperto. La preoccupazione è enorme, anche perché l’odore caratteristico delle centrali si sente di continuo e arriva addirittura a Seggiano. La lettera al sindaco ricorda che da varie indagini si ricava che nei comuni geotermici amiatini i maschi si ammalano e muoiono il 13% in più rispetto alla media dei comuni limitrofi non geotermici e a quella regionale, con punte che raggiungono il + 30% (per tumori sempre negli uomini) a Piancastagnaio, ad Abbadia San Salvatore, e ad Arcidosso. Ma la preoccupazione maggiore è che «stando a quanto dichiarato da Arpat nel suo contributo istruttorio alla Via di Bagnore 4 del 26 luglio 2012, le emissioni della centrale di Bagnore 3… Ma in futuro si potrebbe verificare il caso che non solo non funzioni l’Amis di Bagnore 3, ma che si fermi anche uno dei due Amis di Bagnore 4, incalza la minoranza, e in tale circostanza, stando sempre alle dichiarazioni di Enel riferite da Arpat, soltanto una parte dei gas incondensabili potrà essere assorbita dall’altro AmisS funzionante di Bagnore 4. Poi si potrebbe verificare una terza situazione ancora peggiore, ossia il fermo di tutti e tre gli Amis per guasti o per a qualsiasi altra causa, un’ipotesi forse poco probabile, ma da prendere comunque in considerazione».
Vista la situazione attuale e le ipotesi future che non appaiono tranquillizzanti nemmeno con le assicurazioni di Arpat, la minoranza chiede a sindaco e giunta «di venire sul posto ad effettuare direttamente i controlli alle emissioni della centrale di Bagnore 3 con una cadenza settimanale in questo particolare periodo», prevedendo tali controlli anche su Bagnore 4 in caso di prove di funzionamento dell’impianto. Si chiede poi «di effettuare con apparecchiature mobili, che ci risulta possano essere acquistate o noleggiate con una modesta spesa, anche il monitoraggio del pm 10 e pm 2,5 (particolato sottile che ha un impatto molto negativo sulla salute umana). Su quanto sta accadendo deve essere ben informata la popolazione indipendentemente dal monitoraggio effettuato dalle stazioni mobili-fisse di Arpat o di Enel che misurano soltanto l’acido solfidrico ed il mercurio». Infine la minoranza chiede urgentemente un’adunanza aperta e un consiglio d'urgenza. Urgente anche un incontro con Arpat, già a suo tempo richiesto, al quale possano partecipare anche alcuni membri dei Comitati per la tutela dell’Ambiente. Copia della lettera è stata inviata al prefetto di Grosseto, ad Ars ed Arpat, alla locale stazione dei carabinieri ed al corpo forestale dello stato.
Fiora Bonelli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
