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Grosseto

Per le statistiche la vita migliora

Per le statistiche la vita migliora

Balzo in avanti nella classifica del Sole 24 Ore. Ma è un boom tra luci e ombre

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GROSSETO. In provincia di Grosseto si vive bene. Lo dice il Sole 24 Ore che ieri ha pubblicato il suo tradizionale rapporto annuale sulla qualità della vita in Italia. Un rapporto che prende in considerazione 36 diversi indicatori divisi in 6 gruppi e dal quale _ analizzando fattori che vanno dall’economia al tempo libero, dai servizi alla demografia _ la nostra provincia risulta al 15º posto su 107 in Italia, compiendo un balzo di 13 posizioni rispetto al 2013, quando si piazzò 28ª. In questo 2014, dunque, Grosseto è terza in Toscana dopo Siena (che tuttavia cala di 4 posizioni, da quinta a nona) e Livorno (11ª), ma davanti a Firenze (16ª) sia pure solo di un’incollatura.

Popolazione in crescita, divorzi boom, formazione pessima. La spinta decisiva per il poderoso balzo in avanti arriva in particolare da uno dei sei indicatori, quello che va sotto la voce di “popolazione” e comprende parametri come il numero di abitanti per chilometro quadrato e la stabilità dei matrimoni. Qui la provincia di Grosseto si piazza addirittura quarta a livello nazionale. A far volare i conti è la densità demografica: Grosseto, provincia assai “spaziosa”, è quinta assoluta. Benissimo anche il tasso migratorio, + 1,74 e 17º posto in graduatoria: come aveva rilevato di recente anche la Camera di Commercio, nella nostra provincia i nuovi iscritti all’anagrafe sono abbondantemente più dei cancellati. Il che significa che il territorio attrae. Ma la vera sorpresa positiva è quella che si legge alla voce “giovani”: qui Grosseto è 20ª, con un rapporto numerico tra under 15 e over 64 tra i migliori in Italia. Insomma, una provincia (incredibile ma vero) ancora giovane, forse anche in virtù di una forte presenza di immigrati: gli stranieri regolari sono il 9,42% della popolazione, portando la nostra provincia al 32º posto in Italia. A fronte di queste performance positive, due negative. Una molto inquietante, quella relativa alla formazione: nel 2012 il numero medio di anni di studio di ciascun grossetano era pari a 9,46 (poco più di un ciclo dell’obbligo), così da piazzare Grosseto a fondo classifica, 73º posto. Ancora peggio, poi, il dato su separazioni e divorzi: quasi 60 ogni diecimila famiglie, 76º posto in classifica.

Cinema, ristoranti e poco sport. L’altro indicatore che porta Grosseto a un passo dalla top ten d’Italia è il “tempo libero”, voce nella quale la provincia di Grosseto eccelle da sempre e dove quest’anno si piazza 12ª con due dati al top: i cinema (5,33 sale per ogni centomila abitanti, 4º posto in Italia); e il numero di ristoranti e bar (911 ogni centomila persone, 8º posto). Notevole la presenza della grande distribuzione (15º posto), poche le librerie (7 ogni centomila abitanti, 62º posto), maluccio in quanto ad attività sportiva (61º posto). Bene invece lo sviluppo digitale (indice di copertura banda larga, 34º posto).

Ricchezza, aurea mediocritas. Sul fronte del benessere economico assoluta mediocrità, con piazzamento costante tra il 46º e il 56º posto in quanto a valore prodotto, ricchezza privata, entità delle pensioni, spesa per beni durevoli e prezzi delle case. L’unico parametro di spicco (che però non è un segnale di vitalità) il tasso d’inflazione: 0,95 % nel 2013, tra i più bassi d’Italia, 18º posto.

Tanti imprenditori, pochissimo export. Molto bene la voce affari e lavoro: Grosseto è 5ª per spirito d’iniziativa (alto numero di nuove imprese registrate tra il 2013 e settembre 2014), 11ª per la propensione a investire (rapporto tra impieghi e depositi) e per quantità di giovani imprenditori (18). Galleggia a metà classifica sul fronte dell’occupazione (46) e dei crediti difficili (59), mentre va malissimo _ e questo è un dato che in un territorio vocato all’agroalimentare di qualità deve far riflettere _ nell’export: 86ª in Italia.

Case insicure, ma criminalità in calo. Perfetta mediocrità per quanto riguarda l’ordine pubblico (47º posto), dove si conferma un alto tasso di furti nelle case (418 ogni centomila abitanti, 61), ma allo stesso tempo si segnala un calo dei fenomeni criminali (28º posto).

Giustizia, sanità, gestione ambientale: bocciate. Il dato peggiore, infine, è quello relativo alla voce servizi, ambiente e salute: un 65º posto allarmante. Qui (la cattiva gestione dei rifiuti è cosa nota) la pagella ecologica piazza Grosseto al 75º posto, né fanno meglio la sanità (alto tasso di emigrazione ospedaliera, 67º posto) e la giustizia (tante cause pendenti, 77). L’aspettativa di vita, 81 anni e mezzo, è tra le più basse d’Italia (74), unico segnale di luce arriva dagli asili nido, servizio per il quale la nostra provincia è 29ª. Bene anche il clima (32º posto); ma almeno su questo aspetto cittadini e amministratori non possono vantare meriti e tantomeno colpe.

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