Il Tirreno

Grosseto

Disoccupati, il drammatico sorpasso

di Enrico Pizzi
Disoccupati, il drammatico sorpasso

Numeri choc dalla Cgil: i senza lavoro in Maremma sono più degli impiegati. Il segretario generale accusa la politica

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GROSSETO. Poco più di 27mila 500 lavoratori dipendenti e 31mila disoccupati. Il divario che si sta ampliando, in provincia di Grosseto, tra la minoranza che lavora e la maggioranza che invece non ha un'occupazione, la dice lunga sugli effetti della crisi.

Il segretario generale della Cgil, Claudio Renzetti, non nasconde la propria preoccupazione mentre la sua organizzazione si prepara allo sciopero generale del 12 dicembre, e chiama in causa la politica, anche locale.

I numeri. «In provincia di Grosseto – sottolinea Renzetti – ci sono 27.550 lavoratori dipendenti, tra i quali alcune migliaia sotto ammortizzatori sociali, e 31mila disoccupati». Il lavoro pubblico sta regredendo in modo vistoso «In otto anni – spiega il segretario della Cgil – a Grosseto si sono persi 500 posti di lavoro nel pubblico impiego, e dal 2011 ad oggi, per scelte del ministero della Difesa, più di 700 famiglie di militari hanno lasciato la città».

Il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici, inoltre, in quattro anni ha alleggerito le buste paga mediamente di 5mila euro: «Non c’è da stupirsi che i negozi chiudano. Se continua così diventeremo presto una terra dove si troveranno bene solo i pensionati benestanti».

La precarietà. Renzetti ricorda, poi, che nei primi 6 mesi dell’anno, in Toscana l’88 per cento dei nuovi avviamenti al lavoro è con contratto precario, solo l’1 per cento arriva a un anno di durata, e il 20 per cento dura un giorno o anche meno. Tra gli oltre 27mila iscritti all’Inps in provincia di Grosseto, poi, «stiamo assistendo – dice ancora Renzetti – a un aumento esponenziale dell’utilizzo dei “voucher”, una forma iper precaria di lavoro che avrà un’impennata grazie al Jobs Act. Il risultato è: retribuzioni più basse, contributi previdenziali quasi inesistenti e nessun diritto all’indennità di disoccupazione. E questo, in Maremma, riguarda soprattutto l’agricoltura: circa mille lavoratori a tempo indeterminato e oltre 9mila avventizi, molti dei quali pagati con i voucher, in tutto 40.800 che a consuntivo, nel 2014, saranno molti di più».

Politica assente. Renzetti accusa il ceto politico, anche locale – salvo qualche eccezione – di non essere capace di «sviluppare percorsi diffusi per soluzioni possibili». Il segretario della Cgil chiede, a chi fa politica, una visione, un dibattito aperto sui temi messi sul tavolo dalla crisi, «e proposte – dice – per un nuovo modello di città e di territorio, invece del chiacchiericcio su chi si candiderà alle regionali o a sindaco di Grosseto».

Le proposte. Il segretario della Cgil cita l’esempio di Piombino, dove lavorano centinaia di maremmani. «Il gruppo algerino Cervital – dice – si è aggiudicato la gestione della ex Lucchini, che occupa migliaia di addetti, ma se lì si salveranno posti di lavoro è perché lo Stato e la Regione Toscana hanno messo sul piatto diverse decine di milioni per recuperi ambientali e infrastrutture. Dal 2016 nel porto attraccheranno anche due navi da crociera per volta con 4mila visitatori ciascuna che vorranno visitare il territorio, e ci sono anche i 500 posti pianificati in Val di Cornia per la produzione di zucchero. In Maremma, invece, solo questioni irrisolte: servono infrastrutture adeguate, un corridoio tirrenico in sicurezza e con un servizio assistenza h 24, la sistemazione di strade come la Maremmana e il Cipressino, e poi ci sono il comparto agroalimentare da far decollare, il dissesto idrogeologico, le bonifiche ambientali».

Jobs Act e sciopero. Di fronte a tutto questo potrebbe sembrare assurdo scioperare contro il Jobs Act. Per Renzetti non è così. «Scioperiamo per chiedere politiche diverse di contrasto alla crisi: la competitività non si recupera smontando le tutele o precarizzando ulteriormente il lavoro, ma facendo investimenti. Le questioni non sono ideologiche o contro qualcuno, ma soltanto di merito e per qualcosa».

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