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Al liceo Chelli ecco Life Skills Lezioni di cultura d’impresa

Al liceo Chelli ecco Life Skills Lezioni di cultura d’impresa

GROSSETO. Per alcuni anni è stato un percorso di educazione alla cultura d’impresa, destinato alle ultime tre classi del liceo. Da quest’anno però i licei classico e scientifico Chelli amplieranno l’o...

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GROSSETO. Per alcuni anni è stato un percorso di educazione alla cultura d’impresa, destinato alle ultime tre classi del liceo. Da quest’anno però i licei classico e scientifico Chelli amplieranno l’offerta formativa inserendo il percorso didattico “life skills e imprenditorialità”, un progetto che punta a far acquisire ai ragazzi le competenze utili per la vita e la capacità, propria della cultura imprenditoriale, di gestire e affrontare i problemi in autonomia.

«Questo percorso _ spiega la preside Paola Biondo – è un ulteriore passo compiuto all’interno di quella idea di scuola attenta alla persona nella sua totalità, non solo sul piano intellettivo, in cui le competenze formali, legate all’apprendimento scolastico, si intrecciano con quelle non formali, per offrire ai ragazzi gli strumenti giusti per diventare autonomi».

Il corso di “Life skills e imprenditorialità” è affidato a Marco De Santis, formatore professionista e consulente aziendale. «I ragazzi _ spiega De Santis _ impareranno a lavorare in gruppo, che è una delle competenze che oggi vengono più richieste dalle aziende, impareranno a gestire il tempo, perché per le aziende è importante che chi lavora con loro sappia risolvere un determinato problema nel minor tempo possibile, e impareranno anche a sostenere un colloquio di lavoro».

Sembra facile, ma a quanto pare, stando all’esperienza che De Santis ha maturato come selezionatore di risorse umane, così facile non è.

«I ragazzi che si affacciano al mondo del lavoro _ dice _ continuano a comportarsi come degli studenti» e così arrivano tra le mani dei selezionatori curricula poco curati, con foto poco professionali, magari prese tra quelle scattate nell'ultima vacanza al mare, o email con nomignoli improbabili o imbarazzanti, o, ancora, riferimenti a competenze informatiche ormai superate. Per non parlare, poi, dell'utilizzo dei social network.

«I ragazzi _ dice ancora De Santis _ scrivono di tutto sul loro profilo Facebook, senza pensare che un giorno qualcuno, che magari fa selezione per un’azienda, andrà a leggerlo, e spesso non emergono belle cose, o emergono tratti che risultano poco compatibili con l’azienda».

Insomma, tanti elementi che possono concorrere a spianare o sbarrare la strada verso una professione, ed è per questo che è importante avere il bagaglio di attrezzi necessario per affrontare una realtà che è sempre più competitiva. (e.p.)

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