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Più residenti, nuove imprese, voglia di divertirsi: Grosseto al top in Italia
La graduatoria del Sole 24 Ore piazza la provincia al 15° posto, 13 gradini più su del 2013. Male export, giustizia, sanità e rifiuti, bene gli asili. I matrimoni scoppiano
GROSSETO. In provincia di Grosseto si vive bene. Molto bene, secondo il Sole 24 Ore che lunedì 1 dicembre ha pubblicato il suo tradizionale rapporto annuale sulla qualità della vita in Italia. Un rapporto che prende in considerazione 36 diversi indicatori divisi in 6 gruppi e dal quale _ analizzando fattori che vanno dall'economia al tempo libero, dai servizi alla demografia _ la provincia di Grosseto risulta al 15° posto su 107 in Italia, compiendo un balzo di 13 posizioni rispetto al 2013, quando si piazzo ventottesima. In questo 2014, dunque, Grosseto è terza in Toscana dopo Siena (che tuttavia cala di ben 4 posizioni, da quinta a nona) e Livorno (11°) posto, ma davanti a Firenze sia pure solo di un’incollatura: il capoluogo della Regione crolla infatti dal settimo al sedicesimo posto.
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Popolazione in crescita e ancora giovane. Divorzi boom, formazione pessima. La spinta decisiva per il poderoso balzo in avanti della Maremma arriva in particolare da uno dei sei indicatori, quello che va sotto la voce di “popolazione” e comprende a sua volta sei parametri, dal numero di abitanti per chilometro quadrato alla stabilità dei matrimoni. Qui la provincia di Grosseto si piazza addirittura quarta a livello nazionale, superata solo da Siena, Parma e Piacenza. A far volare i conti è in particolare la densità demografica, parametro in base al quale Grosseto, provincia dove si vive molto “larghi”, è quinta assoluta. Benissimo anche il tasso migratorio, + 1,74 e 17° posto in graduatoria: come aveva rilevato di recente anche l’analisi congiunturale della Camera di Commercio, nella nostra provincia i nuovi iscritti all’anagrafe sono abbondantemente di più dei cancellati. Il che significa che il territorio attrae. Ma la vera sorpresa positiva è quella che si legge alla voce “giovani”: qui Grosseto è al ventesimo posto, con un rapporto numerico tra i ragazzi con meno di 15 anni e gli over 64 tra i migliori in Italia. Insomma, una provincia (incredibile ma vero) ancora giovane, forse anche in virtù di una presenza di immigrati sul territorio percentualmente piuttosto alta: gli stranieri regolari sono il 9,42 per cento della popolazione, portando la nostra provincia al trentaduesimo posto in Italia. A fronte di queste performance positive, se ne segnalano due negative. Una in particolare appare molto inquietante, quella relativa alla formazione. Nel 2012 il numero medio di anni di studio di ciascun grossetano era pari a 9,46 (poco più di un ciclo dell’obbligo), così da piazzare Grosseto nel fondo della classifica, al 73° posto. Ancora peggio, poi, il dato su separazioni e divorzi: quasi 60 ogni diecimila famiglie, 76° posto in classifica.
Cinema e ristoranti una passione, lo sport no. L’altro indicatore che porta Grosseto a un passo dalla top ten d’Italia in fatto di qualità della vita è il tempo libero, voce nella quale la provincia di Grosseto eccelle da sempre. Quest’anno si piazza dodicesima in classifica generale. In questo ambito il dato al top è quello relativo al cinema: con 5,33 sale per ogni centomila abitanti, la provincia di Grosseto è al quarto posto in Italia. Da record anche il numero di ristoranti e bar (911 ogni centomila persone, ottavo posto), notevole la presenza della grande distribuzione (15° posto). Poche le librerie (7 ogni centomila abitanti, 62° posto), maluccio in quanto ad attività sportiva (61° posto). Bene invece lo sviluppo digitale (indice di copertura banda larga, 34° posto).
Ricchezza, aurea mediocritas. Sul fronte del benessere economico c’è assoluta mediocrità, con piazzamento costante tra il 46° e il 56° posto in quanto a valore prodotto, ricchezza privata, entità delle pensioni, spesa per beni durevoli e prezzi delle case. L’unico parametro di spicco (che però non è esattamente un segnale di vitalità) è il tasso d’inflazione: 0,95 % nel 2013, tra i più bassi d’Italia, 18° posto.
Tanti imprenditori, pochissimo export. Molto bene la voce affari e lavoro, sostanzialmente la “vitalità imprenditoriale”: Grosseto è al 5° posto per spirito d’iniziativa (alto numero di nuove imprese registrate tra il 2013 e settembre 2014), all’11° per la propensione a investire (rapporto tra impieghi e depositi) e per quantità di giovani imprenditori (18°). Galleggia a metà classifica sul fronte dell’occupazione (46) e dei crediti difficili (59), mentre va malissimo _ e questo è un dato che in un territorio vocato all’agroalimentare di qualità deve far riflettere _ nell’export: 86° posto in Italia.
Case insicure, ma criminalità in calo. Perfetta mediocrità per quanto riguarda l’ordine pubblico (47° posto), dove si conferma un alto tasso di furti nelle case (418 ogni centomila abitanti, 61° posto), ma allo stesso tempo si segnala un calo dei fenomeni criminali che porta la provincia al 28° posto assoluto.
Giustizia lenta, sanità di basso profilo, cattiva gestione ambientale. Ma gli asili funzionano. Il dato peggiore, infine, è quello relativo alla voce servizi, ambiente e salute. Qui (ma la pessima qualità della gestione dei rifiuti è cosa nota) la pagella ecologica piazza Grosseto al 75° posto, né fanno meglio la sanità (altissimo tasso di emigrazione ospedaliera, 67° posto) e la giustizia (tante cause pendenti, 77° posto). L’aspettativa di vita, 81 anni e mezzo, è tra le più basse d’Italia (74° posto), unico segnale di luce arriva dagli asili nido, servizio per il quale la nostra provincia è al 29° posto in graduatoria. Bene anche il clima (32° posto in quanto a differenza tra il mese più caldo e quello più freddo dell’anno), ma su questo aspetto cittadini e amministratori non possono vantare meriti né tantomeno colpe.
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