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"Se l'impatto della Concordia sul Giglio fosse stato stato positivo ci sarebbe da augurarsi un'altra tragedia"

Pierluigi Sposato
Alcuni dei naufraghi della Concordia (foto Bf)
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Alcuni dei naufraghi della Concordia (foto Bf)

Il sindaco Sergio Ortelli contesta il consulente della compagnia di navigazione. Protezione civile, spesi 16 milioni di euro per l'emergenza

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GROSSETO.  “L'impatto economico dell'incidente Costa Concordia è stato positivo. La gestione post incidente ha prodotto ricchezza e non è stata alterata negativamente l'attrattività turistica dell'isola”. Lo ha detto il professor Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e ordinario di ingegneria economica e gestionale, ascoltato come consulente di Costa Crociere responsabile civile. Uno studio che contesta le conclusioni del professor Carlo Scarpa, che per conto l'amministrazione comunale del Giglio aveva stilato un conto da 200milioni di euro di danni. L'esperto ha analizzato l'isola, specialmente dal punto di vista economico, e – affermando che gli arrivi dell'agosto 2014 sono stati addirittura superiori a quelli pre-incidente, da una media di 54mila a 55mila - ha concluso che “non sono state intaccate le infrastrutture turistiche, la probabilità che si ripeta un evento del genere è nulla e l'impatto sull'ambiente e sul suolo isolano è nullo”. In aula è presente tra il pubblico il sindaco di Isola del Giglio, Sergio Ortelli. Il quale lì per lì non commenta. Ma nel tardo pomeriggio rilascia una dichiarazione: "In base all'esame del consulente di Costa, se è vero che l'Isola del Giglio dal naufragio ha avuto un guadagno, ci sarebbe da augurarsi di essere investiti da una nuova tragedia - dice paradossalmente - Poiché tuttavia riteniamo che questi dati non rappresentino la realtà delle cose, aspettiamo che sia la sentenza del tribunale e mettere la parola fine a questa brutta storia. I gigliesi meritano molto più rispetto da parte del responsabile civile"

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Noci ha aggiunto che "il danno biologico non è rilevabile" e che "il danno di immagine non sussiste, dal momento che il traffico turistico è tornato". Lo specialista ha contestato l'affermato calo turistico rispetto al contesto della Costa d'Argento e delle isole dell'Arcipelago toscano. E, dati alla mano, ha dimostrato che il numero dei veicoli sbarcati è rimasto stabile (tra il 2007 e il 2013 tra i 32mila e i 34mila annui). Secondo i dati offerti da Noci, il turismo giornaliero nel 2012 compensa le presenze e poi l'effetto curiosità finisce: dunque, l'impatto sul turismo è di 818mila euro in meno. Scarpa sbaglia, sempre a giudizio dell'esperto, quando individua in 10-20 anni il tempo di recupero per la normalità: "La media di eventi disastrosi come incidenti, terremoti e tsunami (Fukushima, Chichi, Maldive e Tokio) è di 2 anni. E consideriamo che, a differenza di Fukushima, il Giglio non ha subito danni alle infrastrutture dell'isola. E il danno ambientale non è significativo". In conclusione, sempre per quanto riguarda il turismo, il professor Noci ha evidenziato che "al Giglio è già tornata la normalità, la notorietà dell'isola è accresciuta anche su base internazionale ed è positiva l'immagine del popolo gigliese e del suo coraggio. Il piano di comunicazione non serve".

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L'esperto ha poi smentito che vi siano state influenze negative del naufragio sullo sviluppo dell'isola, inteso come attuazione degli strumenti di governo. Ha ritenuto sottostimati i costi di attivazione del museo alla Rocca Pisana e sovrastimati gli incassi previsti dal professor Scarpa. Ha ricordato che la Capitaneria aveva dato parere negativo alla nuova concessione demaniale per gli ormeggi a pagamento e ha slegato l'iter dall'emergenza Concordia. Ha ritenuto come influente sul pil nazionale il costo sostenuto dalla compagnia armatrice nel progetto di recupero. Ha evidenziato che i redditi Irpef dei gigliesi sono aumentati del 6% (più 1,4 milioni di euro) rispetto ai redditi di un comprensorio compabile per un fatturato, limitato al 2012, pari a 3,9 milioni di euro (aumento assoluto del 17,6% tra il 2012 e il 2011). Idem per la fatturazione delle società di capitali. Mettendo a confronto i bilanci comunali, Noci ha poi evidenziato l'assenza di contraccolpi negativi.

L'avvocato Maria Chiara Zanconi, in rappresentanza del Comune Isola del Giglio, ha chiesto precisazioni sui metodi utilizzati, contestandone la validità o comunque l'utiizzabilità ai fini delle conclusioni esposte. Ad esempio, ha fatto notare che il professore ha detto che il danno di immagine non c'è più: "Dunque prima c'è stato", ha aggiunto il legale. Noci ha comunque specificato l'irrilevanza di alcuni dei dati che la parte civile ha voluto sottolineare.

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Quanto è costata l'emergenza Concordia? Sedici milioni e 610 mila euro. Il conto lo ha presentato il dottor Angelo Borrelli, vice capo dipartimento della Protezione civile, chiamato a testimoniare dall'Avvocatura dello Stato al processo nei confronti di Francesco Schettino. L'avvocato Patrizia Pinna gli ha chiesto di dettagliare le spese sostenute dalle amministrazioni che fanno capo allo Stato dal momento del naufragio, il 13 gennaio 2012, alla fine dell'emergenza, il 15 settembre 2014. “Costa ha rimborsato 6,576 milioni di euro, riconosciuti; altri 4,935 milioni sono in fase di istruttoria. Non sono stati riconosciuti come oneri straordinari 1,75 milioni di euro”. Per quanto riguarda l'Arma dei carabinieri (ordine pubblico) sono stati richiesti 2,19 milioni di euro, di cui 1,308 milioni riconosciuti (più 265mila in accertamento e 616mila non riconosciuti). Sull'isola erano intervenuti anche vigili del fuoco, polizia di stato, guardia di finanza e corpo forestale dello stato (ministero dell'interno). Le spese del ministero dell'ambiente sono quelle relative alle spese per l'emergenza, alle misure antinquinamento e al personale. All'avvocato Massimiliano Gabrielli (Giustizia per la Concordia) Borrelli ha risposto che le somme versate da Costa sono state coperte dalle assicurazioni.

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C'è stato anche il sindaco di Salisburgo, Heinz Schaden, passeggero sulla Concordia quel 13 gennaio 2012, tra gli ultimi testimoni di parte civile sul palco del teatro Moderno per la 51a udienza del processo nei confronti di Francesco Schettino. Lui, il comandante, non è presente: arriverà in serata per presentarsi l'indomani all'udienza clou, quella del suo interrogatorio. Il burgermeister austriaco, che viene ascoltato con l'aiuto di un interprete, era parte civile già nel procedimento contro gli altri imputati e si era visto riconoscere dal gip le spese di costituzione. "Caos", "panico" ha detto Schaden ricostruendo le fasi del naufragio, specie quelle di ingresso sulle scialuppe. Aiutato da una interprete di lingua tedesca (ma il sindaco ha dato dimostrazione di conoscere anche qualche parola di italiano), Schaden ha avuto parole dure nei confronti dell'equipaggio della Concordia: "Non voglio più ricordare il comportamento dell'equipaggio, è stato inaccettabile. Provo ancora una grandissima rabbia, è mancata del tutto la struttura di comando". Schaden ha voluto invece "rinnovare i ringraziamenti a tutti gli abitanti del Giglio. Se non fu una catastrofe anche peggiore è grazie al comportamento dei gigliesi". A Schaden non importa il valore dei beni da lui persi nel naufragio quanto "l'individuazione dei responsabili".

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"Non sarebbe morto nessuno se l'allarme fosse stato dato subito e se l'inclinazione della nave non avesse raggiunto livelli tale da impedire l'ammaino delle scialuppe", ha aggiunto poi Schaden, contestato dalla difesa di Schettino, che gli ha chiesto se avesse competenze di navigazione al di là di quelle di passeggero di navi da crociera e da quali base traesse le sue conclusioni: "Ci era stato solo detto di un problema elettrico. Se ci fosse stata detta la verità, tanti morti non ci sarebbero stati". Anche Schaden ha avuto paura di morire, come tantissimi altri passeggeri. Delle conseguenze che il naufragio ha avuto sulla psiche di alcuni passeggeri (padre, madre e un bimbo di 3 anni; la segretaria di un direttore generale Rai) ha parlato lo specialista Massimo Di Giannantonio, citato dagli avvocati di parte civile Daniele Bocciolini e Giuliano Leuzzi 

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Intanto le difese prendono visione dei due dvd depositati dalla Procura in segreteria il 25 scorso. Il primo contiene le schermate del radar Vdr con i sottotitoli della trascrizione Racis, la letteratura scientifica in tema di stabilità della nave, copia del fascicolo personale del timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin, materiale illustrativo reperito su internet e in cui si vede che Schettino indossa occhiali, l'intervista che lo stesso Schettino rilasciò a Sky al Giglio il 27 febbraio scorso (erano i giorni del sopralluogo sul relitto deciso dal Tribunale) e in cui il comandante dichiara che lo scoglio non era sulle mappe. Il secondo contiene un video prodotto dai vigili del fuoco. Il difensore di Schettino, Donato Laino, ha chiesto spiegazioni sulla produzione di tale documentazione a ridosso dell'esame dell'imputato: il sostituto Alessandro Leopizzi ha risposto che si tratta solo del completamento del fascicolo del pm, come avvenuto già in udienze precedenti e che è "materiale potenzialmente probatorio".

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