Attenzione
Morte di Balocchi, no all’archiviazione
ORBETELLO. No all’archiviazione. Sì alla prosecuzione delle indagini. Lo chiedono nel loro atto di opposizione gli avvocati di Aldo Pampanini, figlio di Lina Balocchi, la donna morta dopo poco più...
ORBETELLO. No all’archiviazione. Sì alla prosecuzione delle indagini.
Lo chiedono nel loro atto di opposizione gli avvocati di Aldo Pampanini, figlio di Lina Balocchi, la donna morta dopo poco più di un mese dall’alluvione del 12 novembre 2012.
Matteo Mittica e Lucia Biagi, legali dell’uomo, hanno depositato la loro opposizione e pur riconoscendo «l’encomiabile lavoro fatto dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi ritengono necessarie ulteriori indagini su aspetti, a loro avviso, non presi in considerazione. Il pm aveva richiesto l’archiviazione «non ritenendo ravvisabili condotte negligenti e/o imprudenti idonee a configurare reati di omicidio colposo e disastro colposo». I due avvocati, ovviamente, non sono dello stesso avviso. Uno dei motivi su cui si fonda l’opposizione è la mancanza, nel Comune di Orbetello, il 12 novembre 2012 come anche adesso, del piano di protezione civile. Ciò che gli avvocati di parte chiedono è di dimostrare «se ci sia connessione fra la mancanza del piano di protezione civile e le conseguenze infauste dell’alluvione». Di certo, come appurato dallo stesso pm, l'ì’alluvione è stato un fatto eccezionale e come tale inevitabile ma – si chiedono i legali – un coordinamento nella gestione dell’emergenza previsto dalla legge, avrebbe potuto evitare tanti danni e perdite di vite umane?». La richiesta è anche di indagare sull’esistenza o meno di una “adeguata comunicazione da parte delle autorità e «se furono adottate tutte le cautele anche di carattere informativo». A sconcertare - secondo i legali – è il fatto che i bambini alle 7.45 stessero per entrare a scuola senza ancora nessun avviso di chiusura. «Molti gli aspetti su cui indagare ancora – dice Mittica».
Ivana Agostini
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