Il Tirreno

Grosseto

Otto anni fa se ne andava Riccardo Feri

di Elisabetta Giorgi e Fiora Bonelli
Otto anni fa se ne andava Riccardo Feri

GROSSETO. «Ciao, vado a operarmi al cuore», aveva detto salutando fiducioso amici e colleghi e dando appuntamento al suo ritorno. Sarebbe rientrato a Grosseto in salute, più forte e pieno di vita,...

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GROSSETO. «Ciao, vado a operarmi al cuore», aveva detto salutando fiducioso amici e colleghi e dando appuntamento al suo ritorno. Sarebbe rientrato a Grosseto in salute, più forte e pieno di vita, pronto a vestire di nuovo i panni della polizia provinciale e a tornare a casa con la moglie, la compagna di vita che aveva sposato pochi giorni prima. E invece la tragedia era dietro l’angolo, resa ancor più atroce dalla coincidenza spaventosa che ha unito il momento più bello della vita con la fine di tutto, con il vuoto.

Gianluca Pacifici - 44enne poliziotto provinciale originario di Arcidosso e abitante a Grosseto - è morto venerdì in un ospedale milanese, appena due settimane dopo le nozze. Era stato operato il 19 settembre all’istituto clinico Humanitas di Rozzano dove l’intervento a un’aorta pareva perfettamente riuscito, e se n’è andato per sempre una settimana dopo: il pomeriggio del 26 settembre, accasciandosi sul pavimento di un reparto mentre stava affrontando le cure riabilitative. Una tragedia inspiegabile su cui l’autopsia disposta dal magistrato dovrà farà luce. Ora il corpo è a Milano a disposizione dell’autorità giudiziaria, poi la salma farà rientro in Maremma dove ad attenderla è una comunità affezionata che lo piange da due giorni. I funerali saranno celebrati ad Arcidosso.

Classe 1970, Gianluca era un amiatino doc. Persona seria, schiva, riservata e molto “perbene” proprio come sua moglie, apparteneva a una famiglia nota nella montagna grossetana, anche perché il padre Ernos era stato titolare, fino a poco tempo fa, di un’azienda specializzata in termoidraulica. Anche la madre Norma è persona conosciuta, apprezzata e benvoluta ad Arcidosso. Lì lui aveva passato l’infanzia conservando una fitta schiera di amici di lunga data.

Figlio unico di Ernos e Norma, Gianluca ha vissuto a lungo con Michela Turchi, la fidanzata di un anno più giovane, originaria di Castel del Piano e agente in servizio nella Questura di Grosseto, nella segreteria del questore Michele Laratta. La coppia, affiatata e felice, si era sposata proprio due settimane fa a Montalcino, dove lui aveva lavorato tempo fa come vigile urbano a tempo determinato e a cui era rimasto molto legato; stesso incarico aveva svolto per qualche mese a Castel del Piano prima di passare alla polizia provinciale di Grosseto dove tuttora era in servizio nella sede di via Ambra.

In queste ultime settimane Gianluca aveva chiesto al Comando di assentarsi dal lavoro per due circostanze molto diverse, venute quasi a coincidere dal punto di vista temporale: il matrimonio con la sua Michela e l’intervento chirurgico nell’hinterland milanese.

Pacifici aveva appreso di avere una disfunzione all’aorta un paio d’anni fa e da allora aveva iniziato un paziente percorso di cure e visite specialistiche, culminato nell’operazione. Uomo schivo e garbato, non a tutti aveva confessato il suo male, riservando qualche dettaglio alle persone più care. La data dell’intervento era venuta a cadere pochi giorni dopo il matrimonio, ma lui vi si era sottoposto fiducioso di affrontare un passo importante che lo avrebbe fatto uscire dal tunnel del male.

L’operazione, seria e importante ma a quanto pare non terribile, era stata effettuata il 19 agosto e pareva fosse andata bene. Così i colleghi, i familiari e gli amici del capoluogo e della montagna avevano tirato un sospiro di sollievo aspettando sereni il rientro. A Rozzano, in questi giorni Gianluca era anche stato distaccato dalla parte clinica a quella riabilitativa: insomma, il peggio sembrava passato e ogni preoccupazione tramontata. Nessuno si sarebbe aspettato quello che è successo poi, nel primo pomeriggio di venerdì quando - stando alle prime testimonianze e mentre i familiari erano con lui in ospedale - Pacifici si sarebbe accasciato sul pavimento, per non rialzarsi più.

La voce della morte è circolata presto in Maremma, lasciando sbigottite le comunità di Arcidosso e Castel del Piano, ma anche di Grosseto. Il comando di polizia provinciale e la Questura dove la moglie lavora sono in lutto. Alcuni colleghi hanno lasciato il lavoro e si sono precipitati a Milano increduli. Sull’Amiata la gente di Rondinelli e Macchie, la compatta comunità dove la famiglia Pacifici risiede, è sconvolta. Nessuno si aspettava una conclusione simile. E ora tutti vogliono sapere cosa sia successo. La salma di Gianluca è ancora a Milano in attesa dell’autopsia che dovrà chiarire le cause della morte e solo dopo che la salma sarà restituita ai familiari, verrò stabilito il funerale. Un silenzio mortale avvolge la frazione di Rondinelli. È il momento del dolore.

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