Finanza
«Sul ponte crollato cartelli inesistenti»
Alluvione 2012, i legali delle famiglie dei tecnici Enel si sono opposti alla richiesta di archiviazione
GROSSETO. Non può e non deve essere archiviata l'inchiesta sulle morti dell'alluvione del 12 novembre 2012. Ci sono responsabilità, ci sono degli elementi che comprovano l'esistenza di carenze. Ieri, ultimo giorno utile, i legali delle famiglie Bardelloni e Stella hanno depositato alla cancelleria del gip il loro atto di opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dieci giorni fa dal sostituto procuratore Alessandro Leopizzi. Sono le famiglie dei tre tecnici Enel morti nella Punto precipitata dentro la voragine che si era aperta nel ponte della Marsiliana, sul fiume Albegna, mentre tornavano da Roma: Paolo Bardelloni, Antonella Vanni, Maurizio Stella.
E proprio sul ponte - e soprattutto sulla segnaletica di sicurezza - si concentrano gli appunti degli avvocati Paolo Serra (per Riccardo, il figlio di Bardelloni), Luciano Serra (per la signora Lore Grandi, vedova di Bardelloni) e Laura Pacenti (la vedova e i figli di Stella). Ventitré pagine, corredate di video, nelle quali vengono elencate innanzi tutto le carenze nei cartelli stradali. Dice l'avvocato Paolo Serra: «Mancava la segnaletica nel tratto del ponte di accesso da sud, cioè dalla direzione dalla quale provenivano i tre tecnici. C'era soltanto una transenna, priva di cartelli: come se ci fosse stata una semplice buca a ridosso. Una transenna non ha significato per il Codice della strada. A nord c'era invece una transenna e un cartello di divieto: lo attestano i carabinieri e i testimoni. Anche qui la transenna era da un solo lato. E comunque tutte e due le transenne erano poste su una sola corsia e a distanza di diverse centinaia di metri dal ponte vero e proprio».
Quando era stato chiuso il ponte?
«Quella notte il direttore del consorzio avverte che è necessario chiudere il ponte. La chiamata arriva alla Provincia che alle 3.40 avverte la ditta appaltatrice incaricata della segnaletica. Alle 5.15 il direttore chiama di nuovo segnalando che sul ponte c'è ancora traffico. E la Provincia chiama di nuovo. L'incidente che è costato la vita ai tre risale alle 22. Per 19 ore il ponte era di fatto ancora aperto».
Durante il sopralluogo del gennaio 2013, fu evidenziata la presenza anomala di un conglomerato in cemento: ha responsabilità?
«Ci siamo concentrati anche su questo aspetto. Quella era una "chiavica" che si era staccata a causa della forza della corrente e che era finita sotto il ponte ostruendone la luce e limitandone la capacità di deflusso. Anche a causa di questa chiavica si era prodotto quel vortice che aveva scavato il terrapieno. Quel manufatto si era staccato già nel 2010, con un evento minore. Un errore fatale riposizionarlo lì».
Il ponte ha comunque tenuto: «Sì, ma abbiamo dubbi sul terrapieno situato al di sotto della soletta che aveva ceduto».
Pierluigi Sposato
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