Il dolore
Il cuore del volontariato per il paesano in difficoltà
Silvano, 74 anni e una malattia che lo ha paralizzato, ha bisogno di aiuto E da Scarlino Soccorso ecco il sollevatore che gli restituisce autonomia e sorriso
GAVORRANO. Se vi spingete nei viottoli di un piccolo centro, troverete quella genuina umanità che non sempre si trova in città: forza d’animo, solidarietà, vite intrecciate, storie. Questa è quella di Jesse, al secolo Silvano Bianchi. Si svolge a Scarlino Scalo, un tempo semplice crocevia tra paesi, oggi frazione in espansione. Ma ancora comunità vera.
Jesse ha 74 anni e una malattia vascolare che gli ha causato una permanente lesione al midollo spinale, paralizzandolo dalla vita in giù. Tutti conoscono Jesse. E nessuno voleva abbandonarlo ai problemi suoi e di sua moglie, anche lei alle prese con problemi di salute che le impediscono di accudire a pieno il marito. Così un’associazione locale, la Scarlino Soccorso, ha regalato alla coppia un sollevatore elettrico che permette di muovere l’uomo senza sforzi.
«Davvero, li ringrazio tantissimo», dice Bianchi, che mai si è arreso al destino cattivo: «Non mi arrenderò mai, voglio fronteggiare il male con energia. Ho due figli, lo faccio anche per loro. La forza di spirito sarà l’ultima cosa ad abbandonarmi». Silvano ha fatto diversi lavori in vita sua: i campi, il manovale e l’Italsider. Diventa Jesse a diciassette anni, quando un cugino lo battezza così dopo aver visto (1957) “La vera storia di Jesse il bandito”. Uno scherzo, ma è proprio con questo soprannome che conoscerà sua moglie, quasi vent’anni dopo. Gemiliana. È un uomo di paese, Jesse, sempre a contatto con vicini e passanti. Per tanti anni, inoltre, è stato barelliere nella locale Croce Rossa, facendo da chioccia ai volontari che si affacciavano all’associazione. Tra questi i membri di Scarlino Soccorso, nuova associazione nata dopo le burrasche che hanno travolto il comitato Cri scarlinese. Gli stessi che sono corsi in suo aiuto quando la storia ha iniziato a farsi in salita. Nel 2006 infatti arriva la malattia e l’infermità, che lo porta a girare per gli ospedali di Grosseto, Siena, Montevarchi, ancora Siena, Firenze. Al suo fianco, Gemiliana. Ma le cose si complicano l’estate scorsa quando Silvano cade e la moglie, esile, prova ad alzarlo facendosi male: una seria lesione alla spina dorsale che ora la costringe a indossare un busto a tre punti. «Mi ci voleva anche questa, tanto non ho da fare niente».
Ed eccoci ad oggi, al sollevatore elettronico: una manna per Silvano e per la moglie. «La nostra associazione prevede che si facciano azioni del genere, ovvero dare aiuto a chi ne ha bisogno», spiegano da Scarlino Soccorso. Tutto qui.
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