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Grosseto

rinnovo del tirocinio

I venti precari della giustizia si appellano a Matteo Renzi

GROSSETO. Sono in venti e lavorano tra Procura e Tribunale. Sono scoraggiati ma non hanno ancora perso l'ultima speranza. Chiedono soltanto che il loro lavoro, la loro esperienza, gli insegnamenti...

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GROSSETO. Sono in venti e lavorano tra Procura e Tribunale. Sono scoraggiati ma non hanno ancora perso l'ultima speranza. Chiedono soltanto che il loro lavoro, la loro esperienza, gli insegnamenti acquisiti nei mesi passati non vengano dispersi. Sono i precari della giustizia della nostra provincia, che hanno scritto al presidente del Consiglio dei ministri lanciando un appello. Lo scopo è la possibilità del rinnovo del tirocinio per altri 3 mesi, per altre 230 ore, o comunque una sistemazione tale da "non far risultare infruttuoso il nostro lavoro fin qui svolto, e perché non ci sia un'ennesima dispersione di denaro pubblico". Il problema, è bene ricordarlo, interessa tutta Italia.

L'appello a Matteo Renzi non ha bisogno di ulteriori commenti. Eccolo di seguito: «Con la Legge di stabilità dello scorso anno (la 147/2013) all'articolo 1 comma 344 erano stati stanziati 15 milioni di euro da destinarsi a determinati soggetti cosiddetti "svantaggiati" (ovvero disoccupati, inoccupati, cassintegrati e soggetti in mobilità) per completare il tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari a norma dell'articolo 1 comma 25 della legge 228/2012, allo scopo di migliorare l'efficienza degli stessi che attualmente versano in in un grave stato di carenza di organico. L'impegno preso dal Governo è stato attuato solo in parte, poiché sono stati effettivamente impiegati 7,5 milioni di euro per 2924 tirocinanti in tutta Italia. Abbiamo lavorato dal mese di aprile per 230 ore complessive che dovevano obbligatoriamente concludersi entro il 30 settembre 2014, in virtù proprio di questo nuovo stanziamento di 7,5 Milioni che ad oggi non è stato autorizzato».

«Ed è per questo che ci sembra davvero un enorme spreco che la formazione fino ad oggi acquisita grazie all'impiego di denaro pubblico, venga così dispersa nel nulla. concludendosi, ancora una volta, in un ennesimo "nulla di fatto". Ed è per questo che ci affidiamo a lei, presidente, per cercare un aiuto per la situazione in cui ci troviamo».

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