Il Tirreno

Grosseto

Analisi spedite a Siena «Dimessa con incognita»

di Francesca Ferri
Analisi spedite a Siena «Dimessa con incognita»

Bimba curata con antibiotici a largo spettro aspettando di individuare il batterio La rabbia dei genitori: «Colpa dell’area vasta». L’Asl: «No, sono tempi tecnici»

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GROSSETO. Un prelievo di sangue fatto in piena notte a una bambina di 3 anni e mezzo appena ricoverata in ospedale con febbre alta e una grave infezione nel sangue. Una speranza riposta nell’esito di laboratorio per capire cosa affligge la piccola e darle un antibiotico mirato. Ma, al mattino, la doccia fredda: gli esami sono partiti per Siena e ci vorrà almeno una settimana per i risultati.

È un pugno nello stomaco quello che due genitori grossetani si sono sentiti arrivare nella notte più lunga passata al capezzale della loro bambina. «Era una settimana che aveva febbre e un decadimento generale», spiegano i genitori le cui generalità, per ovvie ragioni di tutela della piccola, non possono essere divulgate. «La pediatra di fiducia le ha prescritto gli esami del sangue e, avuti i risultati che indicavano una grave infezione nel sangue, ci ha mandati al pronto soccorso».

La piccola è stata ricoverata in pediatria all’ospedale Misericordia ma la notte stessa ha avuto un peggioramento. «Il pediatra di turno – spiegano i genitori – ha saggiamente disposto un nuovo esame più approfondito per cercare gli anticorpi anti Mycoplasma e anti Bartonella Henselae, il batterio del graffio del gatto, e per fare l’emocoltura. Poco prima dell’1 l’infermiera le ha fatto il prelievo».

La tempistica spaventa i due genitori: capiscono che non c’è tempo da perdere. Sono però anche confortati e rassicurati dal personale e dal posto in cui si trovano. «Un reparto veramente eccellente – spiegano – con personale competente, umano, delicato, sia verso la bimba che verso di noi».

Il problema, infatti, è fuori dal Misericordia. «Al mattino – spiega il babbo – la pediatra ci ha detto che i risultati non sarebbero stati pronti prima di una settimana minimo. Pare che con l’introduzione dell’Area vasta questi esami che si facevano a Grosseto ora si fanno all’ospedale di Siena. Che li fa non quando richiesto dal medico, ma con cadenza prestabilita, in numero prestabilito, una volta a settimana. Quindi, se la richiesta arriva il giorno dopo l’esame, o se quel giorno è già stato esaurito il numero di campioni da analizzare, bisogna aspettare».

E nel frattempo? «A nostra figlia hanno dato due antibiotici a largo spettro, non specifici per quel che ha visto che ancora non si sa». La piccola è stata sottoposta a 5 endovenose al giorno per una settimana. «Per inciso, i fermenti lattici che si prendono quando si è in cura con gli antibiotici ce li siamo comprati da soli perché nel reparto non li passano», dice il padre.

La cura ha comunque avuto effetto. La febbre è sparita, lei si è ripresa ed è stata dimessa, con la prescrizione di prendere ancora gli antibiotici per bocca. Ancora, infatti, gli esami da Siena non sono arrivati. «Ecco qua i frutti dell’area vasta, e a farne le spese è stata la nostra bambina», dicono amareggiati i genitori. Potendo avere tempestivamente i risultati delle analisi, dicono, si sarebbe potuti intervenire con un medicinale specifico e magari sospendere uno dei due antibiotici.

L’azienda, dal canto suo, spiega che «l’aver accorpato alcuni esami in laboratorio di area vasta non comporta aggravi di tempo perché i tempi tecnici per avere i risultati sono comunque quelli: un paio di giorni per l’emocoltura e alcuni giorni per gli altri due esami. La copertura antibiotica ad ampio spettro è quella prevista dal protocollo in casi come questo, in attesa di avere l’antibiotico specifico una volta saputo cosa ha causato l’infezione». Appunto quel che lamentano i genitori.

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