Sicurezza
«Siamo la migliore Asl della Toscana»
Il direttore Mariotti scatenato ribatte e contrattacca dopo l’esposto di medici e infermieri inviato alla Corte dei conti
GROSSETO. Travolti da una marea di slide, dai “bersagli” del Sant'Anna, da mezz'ora ininterrotta di arringa del direttore generale Mariotti. «Siamo i migliori in Toscana. Tra i primi in Italia. Chi, dall'interno, sputa sul sistema sanitario grossetano è gente repressa e vigliacca. I loro nomi li immaginiamo. Non sono Camici grigi. Sono camici marroni. Letame. Non fanno danno a me, ma a se stessi».
I vertici dell'Asl 9 si presentano così alla conferenza stampa. In assetto di guerra. Con l'elmetto, lo scudo e la lancia. Fausto Mariotti, abituato da sempre a certe battaglie, è a suo agio. Su un terreno, quello dell'invettiva, che gli piace assai. «Qualcuno non ha capito che sono cambiate le cose – dice – dispiace per chi in ospedale ha perso potere, dispiace per chi in passato forse poteva contare sul politico amico per portare avanti la propria attività, la carriera, magari anche per rallentare o fermare certe operazioni. Ecco, quella sanità lì, è vero, non esiste più. L'abbiamo smantellata».
La prima mezz'ora, come detto, è un soliloquio. Battute a raffica, doppi sensi, stoccate ad alcuni consiglieri comunali del capoluogo, e al Tirreno. In gergo web si direbbe che il dg, per buona parte della conferenza stampa, rimane off-topic, fuori tema, non rispondendo affatto alle considerazioni degli addetti ai lavori (cioè i medici, gli infermieri e chi ha inoltrato l'esposto-denuncia contro il suo operato alla Corte dei Conti), per esaltare invece il lavoro svolto nei cinque anni, certificato dal Mes Lab del Sant'Anna e gradito alla Regione.
«La sanità maremmana – sono ancora parole di Mariotti – è oggi messa molto meglio di cinque anni fa, quando sono arrivato. Nel 2007 eravamo gli ultimi in Toscana nella valutazione delle performance. Poi non siamo mai scesi dal podio. Primi nel 2012 e 2013, terzi nel 2010 e 2011 Oggi le criticità maggiori – non lo nascondiamo – riguardano l'indice di compensazione e la soddisfazione degli utenti del reparto materno-infantile». Per la cronaca l'indice di compensazione è la capacità dell'azienda di mantenere un equilibrio fra costi e ricavi derivanti dalla compensazione extraregionale, gestendo le fughe (mobilità passiva) e le attrazioni (mobilità attiva) degli utenti fuori regione. Un altro termine che ricorre spesso nelle parole di Mariotti e Zuccherelli è "appropriatezza". E' il pilastro su cui si fonda il pacchetto-tagli e la rivoluzione in corso.
«Chi si riunisce, confabula e partorisce certe uscite maligne sa bene che la realtà è diversa. Negli ultimi quattro anni in Maremma il trend delle fughe risulta in calo. Del 15,3%. Siamo passati da 12.461 persone che andavano fuori a 10.558. L'indice di compensazione, quindi, è destinato a migliorare. Mentre il calo dei ricoveri ospedalieri (-11,8% nei 4 anni 2010-2013), che nell'esposto viene letto come un demerito, è in realtà un risultato positivo. Il tasso di ospedalizzazione ogni mille abitanti è il più basso d'Italia insieme a quello di Vicenza e ne vado orgoglioso. Posso comprendere però che tutto ciò rappresenti una perdita di potere. Nel frattempo sono aumentate, come era logico, le cosiddette prestazioni cliniche».
Il lungo intervento di Mariotti oscilla sempre tra il politico e il sanitario. «Ritengo che dietro il polverone sollevato ci sia la mano di persone che siedono puntualmente a questi tavoli e penso anche, ma non voglio commentare, che ci possa essere un legame con il rinnovo dei vertici dell'Ordine dei medici, a ottobre. Io per fortuna sono iscritto a Siena».
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