Sicurezza
La Regione boccia l’impianto geotermico
CASTEL DEL PIANO. La Regione Toscana boccia il progetto di un impianto geotermico pilota a San Quirico d’Orcia. Per Firenze, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta avanzata dalla società Gesto...
CASTEL DEL PIANO. La Regione Toscana boccia il progetto di un impianto geotermico pilota a San Quirico d’Orcia. Per Firenze, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta avanzata dalla società Gesto Italia srl, la documentazione fornita dalla stessa società è insufficiente. La Regione ha dunque proposto al ministero dell’Ambiente di richiedere ulteriore documentazione.
Il procedimento di Valutazione di impatto ambientale prevede infatti che la Regione fornisca un parere al ministero, autorità competente, acquisendo il parere delle amministrazioni interessate e dei settori regionali competenti. Se la Gesto non fornisse le integrazioni, il parere regionale sarà negativo.
La richiesta di integrazione riguarda diversi argomenti, contenuti nelle oltre 30 pagine del parere regionale. Da quelli di carattere generale, con una richiesta di dettagliare le caratteristiche e il modello del serbatoio geotermico, a quelli progettuali, ambientali con particolare attenzione alla qualità dell’aria, alla questione dell’acqua, ai rifiuti, alle terre e rocce da scavo, al contesto paesaggistico – cavallo di battaglia su cui puntano molte aziende e abitanti locali, contrari ad avere un impianto geotermico in un territorio votato all’agricoltura di qualità – fino alla richiesta di monitoraggi della radioattività naturale nei rifiuti prodotti. Si chiede inoltre di prendere in esame e dare risposta a quanto richiesto dai Comuni, dall’Unione dei comuni Amiata grossetana e dalla Provincia di Grosseto e di tenere conto delle osservazioni pervenute.
Quanto alle polemiche sollevate dai comitati la Regione precisa che la maggior parte dei permessi di ricerca in Toscana - 33 su 35 - sono stati presentati anni prima della firma dell’accordo di programma con Rete geotermica, che si prefigge di costruire una filiera del calore cioè creare opportunità, anche lavoro, per imprese toscane, a differenza di quanto accaduto con altre fonti rinnovabili. Alla luce dei tanti permessi di ricerca, dopo la liberalizzazione introdotta nel 2008 dal governo, la Regione sta elaborando una proposta di aree non idonee per la geotermia.
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