Sicurezza
Bandite, stop alla vendita di legname
SCARLINO. L’economia è un effetto domino. Anche nella vendita del legname. Prendiamo un consorzio composto da più Comuni che gestisce un complesso forestale di 9mila ettari: questo può permettersi di...
SCARLINO. L’economia è un effetto domino. Anche nella vendita del legname. Prendiamo un consorzio composto da più Comuni che gestisce un complesso forestale di 9mila ettari: questo può permettersi di vendere la legna a prezzi agevolati, ma così facendo mette in difficoltà le ditte private che non possono competere e che, con effetto domino, iniziano a andare in crisi. È questa la filosofia che ha portato la Regione a bloccare l’assegnazione di legna da ardere portata avanti dalle Bandite di Scarlino, come una tradizione. Da quest’anno non ne venderanno più. Lo spiega il Comune scarlinese, capofila nel consorzio, in una nota dal sapore amaro.
«L’amministrazione lavora per una proposta alternativa da presentare alla Regione al fine di continuare con questo servizio molto richiesto, cercando di tutelare gli interessi delle ditte private ma al contempo agevolare le famiglie». Era questo lo spirito delle Bandite. Distribuire legna da ardere alla portata di tutti. Basti ricordare le 35 tonnellate consegnate alle famiglie di Albinia dopo l’alluvione. Ma è stato proprio il prezzo a portare la Regione alla bocciatura. «Le motivazioni sono legate a un aspetto economico – si legge nella nota - Secondo la Regione il prezzo applicato dalle Bandite di 40 euro al metro stero è insufficiente a coprire il valore del bosco utilizzato e i costi sostenuti per il taglio e lo smacchio».
Tradotto: «mettere in vendita legname sotto costo va a destabilizzare il mercato privato sottraendo reddito alle ditta boschive che già, per la condizione economica attuale, sono in forte crisi».
Alfredo Faetti
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