Il Tirreno

Grosseto

«Rossi pensi alla Senese, non a Peretola»

di Francesca Ferri
«Rossi pensi alla Senese, non a Peretola»

Mancano 250 milioni per finirla e il presidente della Provincia accusa la Regione: «Non è più nelle sue preoccupazioni»

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GROSSETO. «Nelle ultime settimane il completamento della Grosseto-Siena è scomparso dai radar di politica e informazione. Ci aspettavamo che il decreto Sblocca Italia destinasse le risorse per finanziare i due lotti mancanti, ma questo non è purtroppo successo per la limitatezza delle risorse a disposizione. Da quel momento nelle preoccupazioni della Regione e nel dibattito pubblico sono rimasti solo corridoio tirrenico, aeroporto di Peretola e raddoppio della ferovia Lucca-Pistoia».

È un j’accuse bello e buono quello che il presidente della Provincia, Leonardo Marras, lancia al governatore della Toscana, e compagno di partito, Enrico Rossi. Marras si trova agli sgoccioli del proprio mandato con una strada strategica, la E78 – per i grossetani “la Senese” – che da quarant’anni attendeva di essere allargata e che finalmente sembrava aver trovato la via giusta per essere completata.

Conclusi i primi tre lotti in provincia di Grosseto (tra il capoluogo e Civitella Paganico), e gli ultimi due in provincia di Siena (tra Bagnaia e la città del Palio), e con i lavori che procedono spediti sul viadotto del Petriolo (lotti 5-8), mancano all’appello i due lotti ai due capi del viadotto, il lotto 4 (a Civitella dal km 27+200 al km 30+040, per un importo di 103 milioni di euro) e il lotto 9 (tra Monticiano e Sovicille per 144 milioni di euro).

Improvvisamente, però, la Grosseto-Fano, o “Due mari” che dir si voglia, che nel primo tratto è appunto la Grosseto-Siena, è scomparsa dalla lista governativa delle opere da finanziare. Dei 247 milioni di euro che servono a completarla non c’è traccia nel decreto Sblocca Italia. Scomparsi anche i 90 milioni che il precedente governo Letta aveva, a suo tempo, promesso di trovare. Insomma, proprio quando il grosso sembrava fatto (il complicato raddoppio del viadotto del Petriolo, opera da 233,70 milioni che pronta a fine 2015) e restano da fare due lotti tutto sommato “facili”, ecco che il governo chiude il rubinetto dei finanziamenti.

Ciò che secca al presidente Marras, però, è anche quel che lui stesso percepisce come un disinteresse «inaccettabile», dice, da parte della Regione a un’opera che, invece, per lui è «l’infrastruttura più importante per lo sviluppo economico» del territorio, «la priorità delle priorità».

Il rischio, secondo il presidente Marras, «è di trovarsi a convivere per anni con due assurde strozzature a monte e a valle del maxilotto centrale a quattro corsie, perché se la ditta aggiudicataria, l’austriaca Strabag, continuerà a lavorare agli attuali ritmi non avrà certo difficoltà a consegnare le opere entro dicembre 2015, come prevede il capitolato d’appalto. Per questo chiedo alla Regione di rimettere la Due Mari al centro del proprio impegno verso Anas, e al Governo di stanziare le risorse mancanti con la legge di stabilità 2015. Abbiamo un risultato storico a portata di mano e lo dobbiamo cogliere nei rapidi tempi in cui è possibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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