Finanza
Lecci dice no all’info point
Scintille in commissione per la mozione presentata da Daniela Fregosi
GROSSETO. Ancora non è arrivata in consiglio, eppure, la mozione presentata dai grillini e scritta da Daniela Fregosi, la donna che sta portando avanti la battaglia in difesa dei diritti dei liberi professionisti colpiti da grave malattia, fa già discutere. Ieri qualche scintilla c’è stata pure in prima commissione consiliare. Da un lato chi, Giacomo Gori in testa (M5S), voleva fosse proprio la Fregosi a presentare la mozione scritta. Un atto che arriverà in consiglio a ottobre; dall’altra le norme che impongono formale richiesta di parola da presentarsi al presidente della commissione prima che la riunione sia fissata nel calendario. E siccome la domanda della Fregosi è arrivata solo il 23, apriti cielo. A sbrogliare la matassa (e sciogliere la contrarietà di Paolo Lecci, Psi, e Maria Chiara Daviddi, Pd) ci ha pensato Luca Agresti (FI): «Facciamo un’eccezione – ha chiesto – altrimenti è più il tempo perso per discutere che altro». E in effetti l’intervento della Fregosi è durato cinque minuti secchi. La donna ha ribadito che sì, «tecnicamente su Grosseto si può far poco o niente, almeno all’apparenza, ma si può far molto come pressione del Comune che arriva al governo». L’obiettivo, dunque, è creare un precedente. Tra le richieste contenute nella mozione c’è l’esenzione dagli studi di settore per i professionisti in caso di grave malattia e la copertura d’indennità nel caso di patologie molto gravi. È inoltre chiesto d’avere contributi figurativi pensionistici, perché come spiegò al Tirreno la stessa Fregosi «non posso essere colpevolizzata perché mi sono beccata un cancro e quei mesi di malattia non fanno conteggio».
Unico obiettivo locale è la creazione di uno sportello informativo per chi, libero professionista, si ritrova in difficoltà dovute alla malattia. Sarà, nella mente dei promotori che modificheranno il testo iniziale, un qualcosa a costo zero. Ma sia sugli studi di settore e sullo sportello («informare i malati che hanno partita Iva non rientra nelle priorità e nelle caratteristiche del Comune») arriva il no di Paolo Lecci. Tutti gli altri annunciano voto favorevole, da Luca Agresti a Riccardo Megale (Lolini sindaco) che punge: «il documento non risolverà nulla, ma in questo consiglio c’è chi ha votato per mettere la bandiera della pace». Via libera anche da Fabrizio Rossi (FdI) che attacca Lecci: «Sorvolo sulle sue parole e sull’atteggiamento di uno Stato che vede i cittadini come evasori fiscali». Conclude Cristina Citerni (Sel) che parla di «una battaglia per l’uguaglianza». Creare e gestire un punto informativo? «È dovere del Coeso». (m.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google