Gioco
Intanto il fronte del no ottiene ascolto da tre consiglieri regionali
No a geotermia selvaggia. Ieri mattina una ventina di persone impegnate nella battaglia contro lo sfruttamento dell’Amiata (da Montenero d’Orcia a Santa Fiora), sono salite a Firenze per protestare...
No a geotermia selvaggia. Ieri mattina una ventina di persone impegnate nella battaglia contro lo sfruttamento dell’Amiata (da Montenero d’Orcia a Santa Fiora), sono salite a Firenze per protestare con un presidio e la distribuzione di volantini sotto il palazzo della Regione dove era in corso una riunione della Commissione Ambiente. Missione riuscita perché i manifestanti sono stati ricevuti dalle istituzioni, alle quali hanno potuto sottoporre le loro istanze. In particolare da tre consiglieri regionali: il presidente della Commissione attività produttive (Michele Ventura, del Pd); il vicepresidente della Commissione Ambiente Andrea Agresti (centrodestra); e Gianluca Lazzeri (Più Toscana, Commissione Sanità). I tre esponenti politici hanno subito chiarito di essere tutti favorevoli alla geotermia, finché questa attività _ hanno precisato _ non crei problemi di sostenibilità ambientale per i territori; e al tempo stesso hanno chiarito di non avere comunque competenza diretta per cambiare le scelte della Regione sulla Via, tutte in capo all’assessore Bramerini e al presidente Rossi e ancora ferme a una fase tecnica. Ma al tempo stesso hanno riconosciuto che i tre temi sollevati dall’Amiata sono meritevoli di ascolto e di essere portati come osservazioni all’interno del Piano ambientale energetico in corso di elaborazione in consiglio regionale. Le tre questiono sono: l’introduzione di vincoli nelle aree di ricarica delle falde d’acqua potabile, dove l’attività geotermica dovrebbe essere vietata; l’indicazione di aree a vocazione agricola e turistica di qualità, dove impedire la costruzione di centrali che le trasformerebbero in aree industriali (ad oggi la Regione prevede 30 impianti tra l’Amiata e Larderello); e l’individuazione delle faglie attive. I consiglieri hanno garantito il loro impegno almeno a farne oggetto di discussione. Un primo, piccolo risultato la “marcia su Firenze” sembra insomma averlo raggiunto.
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