Sicurezza
«C’è una contrazione della sanità pubblica nel silenzio generale»
I dati raccolti dai “Camici grigi” sembrano evidenziare una progressiva riduzione delle performance dell’azienda
GROSSETO. Le criticità, in effetti, sarebbero molteplici. I “Camici grigi” le dettagliano confrontando i dati 2011, 2012 e 2013. Servendosi di grafici, tabelle, report, forniti dalla stessa Asl 9.
«La retrocessione della sanità maremmana è certificata – si legge nell’esposto – si assiste a una riduzione combinata di ricoveri ospedalieri e di attività sanitarie, che è particolarmente evidente nel 2013. L'insieme di questi due dati indica una globale riduzione dell'assistenza sanitaria pubblica. A meno che la salute della popolazione residente – scherzano i Camici grigi – non sia improvvisamente migliorata. La verità è che in provincia di Grosseto sempre più persone vengono costrette a curarsi privatamente o a non curarsi».
Poi arriva una pioggia di numeri. Viene preso come primo campione il consumo di risonanze magnetiche. Quelle eseguite dall'Asl 9 risultavano oltre 15mila nel 2011. Sono scese a 11.416 nel 2012 e poi a 11.270 nel 2013. Ebbene, nello stesso periodo, le risonanze erogate in ambito regionale sono aumentate. Per non parlare del calo delle prestazioni, tutte con segno meno, escluso quelle cliniche, nel confronto 2012-2013.
Poco confortante, come detto, è l'andamento dei tempi di attesa per gli esami ambulatoriali (i report sono pubblici, sul sito web dell'Asl 9): oltre ai già citati 140 giorni per un ecocardiogramma, spiccano i 204 giorni per una mammografia, i quasi tre mesi per una visita fisiatrica, 80 giorni per una prima vista pneumologica e 100 per quella reumatologica. Dulcis in fundo le risonanze magnetiche per cervice e cranio (264 giorni). «Questa situazione – scrivono ancora le “gole profonde” – è dovuta al mancato rispetto di una delibera del luglio 2013, completamente disattesa dall'Asl 9. La norma obbliga le direzioni a fissare nelle cosiddette schede di budget annuale, per ogni struttura, il volume, cioè la quantità di esami ambulatoriali da eseguire. Poi ci sarebbe anche l'obbligo di subordinare a questo numero il volume delle prestazioni che può essere eseguito in regime di libera professione intramuraria dai medici della medesima struttura. Ovviamente non può essere superiore all'attività istituzionale. A Grosseto, però, si chiude un occhio. Anzi tutti e due. Di nuovo nel budget 2014 non sono presenti le indicazioni alle varie strutture, cioè non si indicano i volumi di esami da praticare e le conseguenti soglie da rispettare nell'attività intramoenia».
In pratica, pare di capire, riprendendo l'esempio dell'ecocardiogramma a Grosseto (140 giorni), bisognerebbe andare a verificare il volume di libera professione dei cardiologi, per constatare se la legge viene applicata. Ma il controllo - pare - si può estendere anche ad altre branche, con lo stesso risultato. «Molto marcata – concludono questi professionisti – è anche la riduzione nel 2013 dell'attività chirurgica (e non vogliamo infierire ricordando la fuga di Andrea Coratti e del suo staff). Ebbene la direzione prova a mascherarla indicando i numeri degli interventi, ma gli interventi non sono tutti uguali. L'andamento della durata delle degenze e del peso del drg fa fortemente sospettare che si sia provato a bilanciare con attività meno complesse».
Il risultato finale - che dalle carte inviate pare oggettivo - è una forte contrazione complessiva dell'attività sanitaria pubblica in provincia di Grosseto.
Una progressiva riduzione della performances dell'Asl 9, che sarà difficile invertire a breve e che rende la sanità maremmana ridimensionata, nel disinteresse di chi doveva controllare.(g.b.)
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