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Polemiche sulla chiusura dell’area per i cani a San Luigi

Polemiche sulla chiusura dell’area per i cani a San Luigi

FOLLONICA. L'area di sgambamento per i cani non viene chiusa perché inutilizzata, ma per le proteste dei residenti di San Luigi e per la paura di avvelenamenti, parola di chi la frequenta. Era...

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FOLLONICA. L'area di sgambamento per i cani non viene chiusa perché inutilizzata, ma per le proteste dei residenti di San Luigi e per la paura di avvelenamenti, parola di chi la frequenta. Era impossibile che la chiusura della zona dedicata agli amici a quattro zampe di via Monte Serra non causasse una polemica, la stessa situazione era successa un anno fa, quando il Comune in via sperimentale decise di aprire due terreni per i cani, e in molti non apprezzarono le location individuate.

Il progetto a San Luigi è partito subito nel peggiore dei modi, perché l'impresa che doveva occuparsi dell'allestimento dell'area attrezzata ha incontrato molte difficoltà, causate da continui atti vandalici. Non pochi sforzi sono stati fatti per rendere fruibile la zona, ma, alla fine, l'amministrazione ebbe la meglio, se così si può dire. E adesso, a distanza di dodici mesi e alla conclusione della fase sperimentale dal municipio tornano indietro: l'area verrà chiusa, forse sarà individuato un altro spazio nel quartiere, ma per adesso i possessori di cani dovranno tornare alle vecchie abitudini, guinzaglio, paletta e sacchetti. La spiegazione data dal Comune alla propria scelta è stata che l'area fosse poco frequentata e che di fatto posizionata troppo vicino alle case, insieme al fatto poi che mancava una fontanella per l'acqua. Le dichiarazioni dell'amministrazione sono però smentite da chi la frequentava e adesso c'è chi propone una raccolta firme per far riaprire lo spazio. «Hanno detto che l'area viene chiusa perché non è usata – spiega una follonichese che portava lì il suo amico a quattro zampe – in realtà la chiudono perché i cani quando giocano abbaiano e quando abbaiano danno noia ai residenti. Sono loro che hanno fatto di tutto per farla chiudere sopratutto, perché viene usata». C'è anche chi sostiene che a scoraggiare le persone a utilizzare lo spazio siano state le dicerie sulla presenza di veleni. «La mancanza della fontanella dell'acqua non è mai stata un problema – spiega un'altra residente del quartiere che frequentava l'area – come suggerito dall'Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali, concessionaria di quello spazio) i singoli proprietari si portavano dietro da bere per i cani. Posso essere d'accordo sulla troppa vicinanza alle case, ma quando è stata ideata forse qualcuno dell'amministrazione ci doveva pensare. Il motivo principale per cui è sempre stata poco frequentata o frequentata sempre dalle stesse persone, che si sono ritrovate spesso a ricevere urla e insulti dai vari proprietari delle ville adiacenti, è la voce ricorrente di bocconi avvelenati, cosa mai successa. Con questo non dico che l'area deve rimanere per forza lì, però non può' essere nemmeno tolto un servizio a chi ne usufruisce. Ultima cosa: ma perché io, che abito in zona Corti nuove-San Luigi, devo andare a Cassarello o in Petraia a portare il cane quando posso portarlo benissimo vicino casa?». Così chi utilizzava la zona adesso pensa di organizzare delle passeggiate collettive o magari una petizione. (p.v.)

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