Finanza
Picchia i genitori per la droga
Trentaseienne finisce in carcere per maltrattamenti in famiglia
GROSSETO. Quando la droga era finita e lui non aveva i soldi per andare a comprarne ancora, quando le crisi d’astinenza lo assalivano e il dolore diventava forte, non guardava in faccia nessuno: nemmeno i suoi genitori, che comunque da quella casa non lo avevano mai mandato via. È uscito ieri, su ordine del giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio che, dopo aver letto le carte delle indagini svolte dalla guardia di finanza e coordinate dal pm Giuseppe Coniglio, ha deciso che il posto del trentaseienne, almeno per un po’, dovesse essere il carcere di via Saffi. Le fiamme gialle ieri sono andati a prenderlo. Non era a casa, ma in un altro immobile sempre di proprietà della sua famiglia.
I finanzieri del comando di Grosseto sapevano del passato dell’uomo, e sapevano che comunque dal vortice dell’eroina non ne era venuto fuori. Ma la sua storia di tossicodipendenza, da mesi ormai era sfociata in una storia di botte e minacce, di maltrattamenti nei confronti dei genitori che si sono trovati in un incubo: quello di non riuscire a fare nulla per loro figlio e quello di dover subire, comunque, anche tutta quella rabbia.
Le fiamme gialle hanno segnalato quello che accadeva quasi ogni giorno in quella casa alla Procura e il sostituto Giuseppe Coniglio ha voluto vederci un po’ più chiaro. Per questo, il gip ha emesso l’ordine di custodia. Il trentaseienne, difeso dall’avvocato Alessandro Risaliti, sarà ascoltato dal magistrato durante l’udienza di convalida dell’arresto venerdì. (f.g.)
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