Il Tirreno

Grosseto

Mare torbido non per colpa di Piombino

di Michele Nannini
Mare torbido non per colpa di Piombino

L’Arpat esclude che la scarsa limpidezza dell’acqua a Follonica sia causata dai lavori per ampliare il porto

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FOLLONICA. Non ci sono connessioni fra il fenomeno dell’acqua torbida registrato sul litorale di Follonica ed i lavori in corso a Piombino per l’ampliamento del porto. Secondo l’Arpat infatti i due fenomeni non sono direttamente collegati come dimostrerebbero i monitoraggi effettuati da aziende certificate e successivamente analizzati dall’agenzia regionale fin dal momento dell’inizio della realizzazione del nuovo porto piombinese; lavori iniziati nella scorsa primavera.

L’ipotesi di un’influenza diretta delle attività nello scalo piombinese sulla torbidità dell’acqua di Follonica era stata avanzata nei giorni scorsi dall’ambientalista Marco Stefanini, preoccupato per la mancanza di acqua cristallina sul litorale del Golfo al contrario invece di quanto accadeva negli anni passati.

Prima dell'inizio dei lavori nel porto è stato prescritto all'Autorità portuale di Piombino di eseguire campagne di monitoraggio nei vari comparti ambientali come acqua, aria e suolo, da proseguire fin dopo la conclusione dei lavori di costruzione delle opere. «Tali campagne sono state attivate – spiegano dall’Arpat – ed attualmente sono in pieno svolgimento. L'esecuzione dei monitoraggi è stata affidata mediante gara pubblica ad una ditta con laboratori dotati di certificazione ISO e da parte sua l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente sta operando dei controlli a campione sulle analisi eseguite ed inviate al dipartimento Arpat di Piombino. Sono state eseguite le prime elaborazioni sui dati forniti in continuo da due boe oceanografiche poste a immediato ridosso dell'area portuale interessate dai lavori – spiegano ancora dall’Arpat – ed alla luce di queste rilevazioni è stato confermato che i gradienti di concentrazione della torbità fra le due boe mostrano dopo 4000 metri la rilevazione dei valori naturali di fondo, quindi il materiale in sospensione derivante dai lavori non può raggiungere Follonica; le correnti prevalenti nel Golfo inoltre spingono dai quadranti meridionali verso quelli settentrionali mentre la piovosità abbondante registrata nell'estate 2014 ha determinato il trasporto a mare da parte dei corsi di acqua di notevoli materiale particolato con formazione di vaste zone torbide». A supporto delle rilevazioni, l’Arpat ha anche effettuato periodicamente tramite un drone alcune foto aeree che hanno confermato sia i valori naturali di fondo sia il moto delle correnti verso nord, scagionando quindi i lavori al porto di Piombino come causa della scarsa limpidità delle acque follonichesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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