Sicurezza
L’inquilino paga, ma non dappertutto
Percentuali di compartecipazione alla tassa differenziate da comune a comune. Ecco modalità e scadenze
GROSSETO. Rebus Tasi, roba da mal di testa. Anche per chi vive in una casa in affitto. Prosegue il nostro viaggio tra i balzelli imposti da Comune, Stato e Regione. E la tassa sui cosiddetti servizi indivisibili, tra cui illuminazione pubblica, manutenzione delle strade e del verde, è una chicca di quelle da accompagnare a un buon digestivo. Sì, perché in una Maremma costellata da una miriade d’aliquote differenti, possibilità di sgravi, legnate e (poche) carezze, i cittadini rivestono sempre più il ruolo di limoni da spremere. Dalla nuova tassa si salvano in pochi. Magari perché costretti a subire aliquote Imu stratosferiche. In molti casi il peso della Tasi è tutto sui proprietari d’immobili. In altre circostanze la batosta è alleggerita – si fa per dire – dalla compartecipazione dell’eventuale affittuario. Mal comune mezzo gaudio? Fate voi.
Cara mi costi. Se l’Italia delle tasse assomiglia al vestito d’Arlecchino, il Grossetano non fa eccezione. Ben 9 amministrazioni comunali della Maremma hanno deciso d’applicare agli affittuari la quota massima di partecipazione alla tasi prevista dalla legge. In tutti e 8 i comuni dell’Unione amiatina la divisione della tassa tra proprietario della seconda casa e locatario avviene secondo il modello 70-30. Insomma, chi possiede l’appartamento salda il 70 per cento della tassa, chi ne usufruisce come inquilino salda il resto. Stessa logica per il Comune dell’Isola del Giglio. Mentre Castiglione della Pescaia sceglie una quota per l’affittuario al 20 per cento e Pitigliano scende di altri 5 punti.
Poco o nulla. Tutt’altra storia per i locatari degli altri comuni. Ben 6 giunte decidono di penalizzare i proprietari delle seconde case, cui tocca pagare il 90 per cento della Tasi, e danno respiro agli affittuari. Tra queste amministrazioni c’è quella del capoluogo. Gongolano i locatari di 11 comuni: tutta la Tasi è lasciata sulle spalle di chi possiede l’immobile e tanti saluti.
I sindaci. Molti i commenti che arrivano da sindaci e assessori. C’è chi ricorda come le aliquote siano arrivate per volontà del commissario prefettizio e promette l’abolizione della Tasi nel 2015 (Verruzzi, sindaco di Montieri); chi ricorda che in alcuni casi agli inquilini non è stata attribuita nessuna tassa perché i proprietari «già pagano un’aliquota Imu al massimo» (Iacomelli, Gavorrano). E tra i tanti spunta pure qualcuno che spiega come la scelta di addossare tutto ai proprietari d’immobili sia figlia di una certa prudenza. «Se l’inquilino va via poi dove lo vai a pescare?» (Ricciardi, Campagnatico). «Abbiamo cercato d’incidere il meno possibile sulle famiglie» spiega Galli, sindaco di Manciano.
Come si paga. La cosa migliore è rivolgersi a un professionista. Non a caso, i centri d'assistenza fiscale dei sindacati in questi giorni sono sommersi di richieste. La Tasi non si presenterà sotto forma di bollettino. Le altre soluzioni? O si utilizza il calcolatore messo a disposizione dal Comune d’appartenenza sul sito web, o si chiede al proprietario di casa quanto paga e – in base alle percentuali previste – si salda la propria quota. Basta un modello F24, oppure occorre compilare i bollettini con conto corrente prestampato disponibili alle Poste.
Scadenze. Anche qui non c’è uniformità. Chi risiede in uno dei comuni che hanno deliberato le aliquote prima del 10 settembre dovrà saldare entro il 16 ottobre. Per tutti gli altri, e per chi deve scucire un importo inferiore ai 12 euro, la scadenza della Tasi è per il 16 dicembre.
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