Il dolore
«Io non mi rassegno a perdere il cinema»
La notizia di nuovi acquirenti per la storica sala di proiezione solleva un coro di disappunto a Castel del Piano
CASTEL DEL PIANO. La storia della vendita del cinema Roma, chiacchieratissima da cinque anni a Castel del Piano, raccontata dal Tirreno ieri, attizza voglia di discutere.
La struttura è a disposizione dei compratori, e già si sono fatti avanti italiani e cinesi. La destinazione pare sarà negozi o sale espositive o uffici. Ancora nulla di definitivo, se non che adesso è chiaro a tutti che il cinema lì non ci sarà più.
Fra i tanti commenti comparsi sul profilo facebook del Tirreno che riporta la notizia, c’è chi ricorda i “suoi” cinema del cuore, chi critica le multisale, chi se la prende con la “colonizzazione” di imprenditori con gli occhi a mandorla. Ma su tutti spiccano quelli di Luisa Colombini, coordinatrice del sistema museale Amiata, che ricorda la lunga battaglia per salvare il cinema.
«Non mi ci rassegno – dice – a perdere questo centro di aggregazione tanto fondamentale, che ci spingeva a uscire di casa anche in pieno inverno per gustarci un film d’autore. E all’incirca cinque anni fa, aprii un gruppo su Facebook, “Salviamo il cinema Roma”, che si concretizzò con molti articoli di giornale locali e nazionali e un incontro al cinema per mettere insieme le forze. Ci facemmo la presentazione dell’ultimo libro di Malvaldi, con la partecipazione dell’autore, ci fu l’interessamento di qualcuno per farci serate di cabaret, in modo da trasformare una monosala cinematografica in contenitore di vari eventi culturali. Ma nulla da fare. Non ce la facemmo».
Colombini però non demorde e annuncia un’altra iniziativa. «Sto organizzando per Castel del Piano un bando per cortometraggi rivolto sia a filmaker che a scuole. Ci hanno contattato anche dall’America e vuole partecipare il regista del film “Ritorno al futuro”. Li proietteremo a Plalazzo Nerucci e non al Roma, purtroppo, dove i lavori per smontare il cinema sono in corso».
Gli arredi della vecchia sala sono stati regalati dal proprietario, poltroncine comprese. E il proiettore, ormai un pezzo storico ma inservibile, è venuto a prenderselo il nipote del primo cineoperatore.
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