Il Tirreno

Grosseto

Contro la crisi di fine mese ecco la bottega della solidarietà

di Fiora Bonelli
Contro la crisi di fine mese ecco la bottega della solidarietà

In arrivo ad Arcidosso un punto di distribuzione di beni di prima necessità Saranno dati viveri ma educherà anche a gestire il budget e a non sprecare cibo

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ARCIDOSSO. La crisi morde e l’Amiata risponde a chi è in difficoltà. Ad Arcidosso arriva un aiuto a chi proprio non ce la fa ad affrontare la quarta settimana del mese, quella in cui i soldi degli stipendi o delle pensioni (quando ci sono) sono finiti.

L’idea nasce dall’associazione “Solidarietà senza confini”, guidata da Sabrina Melani, che col supporto di vari soggetti, fra cui il centro Corsini di Arcidosso e la Pia associazione di Misericordia di Castel del Piano con cui collabora, ha realizzato il progetto della Bottega della solidarietà.

«Abbiamo risposto a un bando aperto in tal senso dal Ministero – spiega Melani – e col supporto tecnico della cooperativa di servizi e formazione Heimat, che ha curato tutta la parte burocratica, presto sarà attivo nel comune di Arcidosso un punto di raccolta e distribuzione di beni di prima necessità per le famiglie in difficoltà del territorio».

Finanziato con fondi del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, l’intervento aggrega un vasto spettro di soggetti istituzionali, del volontariato, della scuola, quali l’Unione dei comuni Amiata Grossetano, la Società della salute dell’Amiata, la Pia associazione di Misericordia di Castel del Piano, il Centro di promozione sociale di Arcidosso Corsini, l’istituto comprensivo di Castel del Piano e Arcidosso, l’istituto professionale di Arcidosso e Santa Fiora.

«Come associazione Solidarietà senza confini – spiega Melani – stiamo seguendo al momento una settantina di famiglie di cui una ventina italiane. Abbiamo pensato, con questa bottega, di istituzionalizzare la cosa e di non contentarci della distribuzione viveri. Si tratta anche di educare, ad esempio, gli stranieri alla nostra gastronomia. Si pensi che ci sono quelli che non conoscono l’uso di alimenti base, come i fagioli secchi, ad esempio, molto meglio e più convenienti di quelli in scatola. Ma questo è solo un piccolo esempio. Si tratta di favorire l’uso dell’italiano e di accelerarne la comprensione».

Esperienze in tal senso l’associazione ne ha già fatte. «Ma organizzare tutte le iniziative in un unico contenitore ci è parso meglio. Così, quello che ci accingiamo a realizzare qui sull’Amiata – spiega Sabrina – è qualcosa di molto importante e se vogliamo innovativo, perché esperienze analoghe sono presenti solo in pochissime realtà toscane, tra cui Pisa, Prato e Grosseto. A fianco dell’obiettivo primario del miglioramento delle condizioni materiali, individuali e familiari, di soggetti con momentanei problemi economici e di marginalità anche sotto il profilo relazionale, il progetto prevede azioni di promozione, sensibilizzazione, sviluppo del senso di responsabilità sociale e di appartenenza della comunità locale, con incontri, laboratori nelle scuole e percorsi di formazione per gli stessi destinatari degli aiuti, inerenti la gestione oculata del proprio budget familiare, il consumo critico e gli stili di vita».

Il progetto dura un anno, ma Melani spera di poter mettere vere radici che durino più a lungo, facendo presa sul fatto che «si tratta di un’iniziativa a tutto tondo, non meramente assistenzialistica, di contrasto ai fenomeni della povertà e dell’emarginazione, che anche sull’Amiata si manifestano con sempre maggiore frequenza, non solo tra le comunità di cittadini stranieri». A breve sarà individuata la sede della bottega e saranno convocate riunioni e assemblee per la creazione del gruppo di lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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