Sicurezza
Sei terreni messi a bando Lo spettro delle aste deserte
Il Comune prova a far cassa: il valore complessivo è di 350mila euro «Basiamo i preventivi di spesa sulle alienazioni, difficile programmare»
FOLLONICA. Il Comune di Follonica mette all'asta sei terreni: nelle casse pubbliche dovrebbero entrare così più di 350mila euro. Tempi difficili anche per gli enti comunali che, per far cassa, provano a vendere alcune aree cittadine, nella speranza che qualcuno si dimostri interessato all'acquisto. Stavolta a finire in vendita sono tre zone a Cassarello e tre a Pratoranieri. Chi è interessato potrà inviare la propria istanza entro le 12.30 del 20 ottobre: il plico dovrà essere inviato attraverso raccomandata oppure consegnato a mano agli uffici del municipio. I lotti in vendita stavolta sono sei: si parte da un'area in via Mosca (Cassarello), di 715 metri quadri, che ha una base d'asta pari a 34mila euro; nella stessa strada il Comune vende un altro terreno più piccolo (390 metri quadri) che ha un costo però più alto rispetto al primo, pari a 35mila euro circa. Altra zona all'asta quella in via isola di Caprera, 553 metri quadri da adibire a parcheggio per un valore totale di 165mila euro circa. Stessa zona, stavolta tra via isola Palmaria e via Corsica, due terreni uno di 90 metri quadrati da 24mila euro circa e un altro di 30 metri quadri dal prezzo iniziale di 8mila euro circa. Altri 107mila euro serviranno per acquistare un'area retro via Lisbona, con accesso da via Atene e via Parigi. Questo ultimo lotto fa parte del comparto di recupero dell'ex pomodorificio, zona che presto subirà una trasformazione completa. Ma appunto, non sono momenti facili neppure per gli enti pubblici: spesso accade infatti che queste aste vadano deserte e che vengano ripetute più volte, alla ricerca di un compratore. «Le alienazioni – spiega l'assessore al patrimonio, Alberto Aloisi – sono uno degli strumenti che oggi permettono ai Comune di finanziare le opere a lungo termine. Il fatto che vadano spesso deserte è uno dei grandi problemi degli enti pubblici: un municipio basa i suoi investimenti futuri sulle alienazioni appunto, sui mutui e sugli oneri di urbanizzazione. Ora se i beni non strumentali messi all'asta non vengono venduti, i mutui sono bloccati dai patti di stabilità e la crisi dell'edilizia fa incassare meno tasse sulle nuove costruzioni, è chiaro che un ente pubblico si trova in difficoltà nel programmare piani a lungo termine – continua l'assessore - Il nostro Comune è uno di quelli virtuosi, perché riesce, nonostante tutti gli ostacoli, a finanziare le opere con le entrate correnti. In più c'è da dire che stiamo affrontando anche le spese per il Piuss e sarà così anche per i prossimi due anni. Spesso quindi i piani triennali delle opere pubbliche possono diventare dei libri dei sogni se non ci sono poi le risorse per attuarli».
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