Finanza
Celata difende Settembre divino
L’organizzatore replica alle critiche: «Unisce cultura e business»
PITIGLIANO. Pronto a dimettersi se qualche gruppo tra gli organizzatori delle nove cantine facenti parte dell’associazione Cantine nel tufo si ritirerà da Settembre Divino perché offeso da chi ha attaccato l’edizione 2014 della kermesse.
A tanto è disposto Alessio Celata, presidente dell’associazione, dopo le critiche mosse dal sociologo Alessandro Sbarbada alla quattro giorni pitiglianese che celebra il vino e fa festa in paese. Sbarbada è contrario al consumo di alcol e nei giorni scorsi ha inviato un’interrogazione a sindaco, prefetto e questore.
Ne è scaturito un acceso dibattito sulla stampa e su Facebook. Ma Celata respinge ogni accusa. «L’associazione – spiega in un comunicato – è un progetto sociale che genera idee e avvenimenti, un luogo di incontro, un gruppo di lavoro che pensa e realizza eventi. È costituita principalmente da giovani pitiglianesi che mantengono vivo il legame con la propria terra. Privilegia l’aggregazione e si impegna per la valorizzazione della antiche cantine scavate nel tufo. Il Settembre di Vino aumenta la capacità di aggregazione, promuove il territorio e i prodotti tipici locali, il turismo e l’economia, dimostra che è possibile trovare un punto di equilibrio tra etica, cultura e business lavorando con istituzioni, altre associazioni e aziende pronte a cogliere questa opportunità».
Celata elenca gli eventi realizzati: dj set, piano bar, musica dal vivo, mostre, tour gratuiti, degustazioni.
«Gli unici danni registrati nei giorni della festa che non sono poi così diversi dagli altri 361 giorni dell’anno – spiega il presidente – sono stati 4 vasi rotti, un vetro dimensioni 35x35, uno sportello di un contatore. La gente viene alle feste per divertirsi, chi non rispetta le regole viene segnalato come è sempre stato e sempre sarà. Miracoli non è facile farli; il messaggio che trasmettiamo non è certo quello di bere a dismisura fino a sentirsi male, ma riteniamo che l’educazione per i ragazzi vada insegnata nelle famiglie e a scuola. Ai minori non viene somministrato alcool durante la manifestazione». Niente rave a cielo aperto, sesso per strada o bande di ragazzi molesti che aggredivano passanti: Celata le bolla come «stupidaggini», usando però un termine più colorito. E ringrazia in particolare la cantina dei Pistoni roventi, quella più nel mirino di Sbarbada, «ingiustamente usata come capo espiratorio per attaccare la festa», dice.
«Se su migliaia di persone si registra qualche pecora nera – conclude – possiamo affermare che la festa è riuscita in pieno». (f.f.)
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