Italia
“Arancia meccanica” in parrocchia
Picchiati e rapinati prete e perpetua: la donna è stata immobilizzata e chiusa nel garage. Via con mille euro
STICCIANO. Un anno fa aveva ricevuto la visita dei ladri. Un anno fa erano entrati di nuovo nella canonica dell'Olmini, che si trova in aperta campagna (a metà del rettilineo del Madonnino) da una finestra lasciata socchiusa. Il prete, don Giovanni Bernardelli, personaggio molto conosciuto - è stato per anni insegnante di religione nei licei cittadini - aveva scoperto il furto il giorno dopo. Questa volta invece, per portare via mille euro in contanti che erano nell’abitazione del parroco, qualche oggetto in oro e un telefono cellulare, non si sono fermati nemmeno davanti alla tonaca e alla perpetua. La donna, che ha 74 anni ed è la sorella di Giovanni, è stata trascinata via dai malviventi, dopo che uno di loro le aveva tappato la bocca con una mano nascosta da un guanto da lavoro e chiusa dentro un garage. Il parroco invece è stato picchiato.
La notte di follia all’Olmini è cominciata quando nella chiesa di Sant’Antonio Abate le luci erano ancora pente. Erano le 4.30 di ieri mattina quando la sorella di don Giovanni, che abita nell’appartamento del piano di sopra, è scesa a controllare che l’anziano parroco stesse bene. Si è accorta che qualcuno aveva spaccato la porta della canonica ed era entrato dentro. E così, ha deciso di dare un’occhiata al garage. Una volta arrivata lì, un uomo con il volto coperto e le mani protertte da guanti da lavoro, l’ha presa da dietro: le ha messo una mano alla bocca urlandole di stare zitta. Di non gridare. Poi l’ha trascinata via e l’ha rinchiusa dentro il box dove era parcheggiata l’auto del prete.
Una volta dentro l’appartamento, i due uomini hanno cominciato a rovistare: hanno aperto i cassetti e gli sportelli e alla fine hanno trovato quello che cercavano: circa mille euro in contanti, alcuni buoni postali e un po’ di oro. Don Giovanni Bernardelli, nonostante le sue condizioni di salute e il suo essere in là con gli anni ha cercato di bloccarli, rimediando un pugno in faccia. È finito per terra, dove lo ha trovato sua sorella una volta che i due ladri se l’erano data a gambe.
La donna ha chiamato i carabinieri e alla chiesa di Sant’Antonio Abate sono arrivati i militari e anche il 118. Don Giovanni e la sorella non sono voluti andare nemmeno all’ospedale a farsi medicare.
I carabinieri, dopo il sopralluogo nella canonica, si sono messi sulle tracce dei due ladri. E ieri, a don Giovanni è arrivata la telefonata del vescovo Rodolfo Cetoloni che si è voluto rassicurare sullo stato di salute dell’anziano parroco. Lui, dal canto suo, non ha avuto voglia di raccontare ad altri, se non a monsignore, quello che era successo la notte prima in canonica. Poi, dopo alcuni minuti al telefono con il vescovo Rodolfo, ha chiuso la telefonata anche con una battuta di spirito.
Non è la prima volta che le notti di don Giovanni vengono turbate dai ladri. Qualche mese fa alla chiesa degli Olmini i malviventi erano entrati ancora una volta in canonica, ma quella volta don Giovanni non si era accorto della presenza di quelle persone.
Allora, i ladri dopo essere entrati, avevano aperto un armadio, trovato una borsa, appoggiata sul fondo, e portato via 350 euro. Ma chi era entrato nella canonica, di notte, per rubare, non si era accontentato di portare via dei soldi. Aveva anche arraffato alcune bottiglie di vino, di poco valore. Don Giovanni aveva presentato subito denuncia ai carabinieri.
@francegori
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