Gioco
Concordia, in aula come testimoni i passeggeri della notte del naufragio
Riprende il processo a Francesco Schettino, è la prima udienza con il relitto non più al Giglio. Ma il comandante non si presenta, è malato
GROSSETO. E' ripreso oggi, lunedì 22 settembre, dopo la pausa estiva, con la testimonianza di quattro naufraghi della notte del 13 gennaio 2012, il processo per il naufragio della Costa Concordia nei confronti del comandante Francesco Schettino. L'udienza, la numero 42, è la prima che viene celebrata senza il relitto della Concordia a Isola del Giglio. Nel corso dell'estate la nave è stata trasportata a Genova per lo smaltimento e per la ricerca dell'ultimo corpo mancante, quello del cameriere Russel Rebello. Il calendario dell'udienza prevede che a salire sul palco del teatro Moderno siano Antonella Folco, 41 anni, Irma Zini, 76 anni, Ariondo Corsellini, 80 anni, e Assunta Naressi, 79 anni. Saranno chiamati a esporre le loro valutazioni anche quattro specialisti, che avevano avuto (o hanno ancora) in cura i passeggeri, anche loro citati dalle difese di parte civile.
Il comandante non si presenta. Per la prima volta dall'inizio del procedimento penale, però, Francesco Schettino non è in aula. L'udienza è iniziata alle 9.50 quando è arrivato uno dei legali del comandante, l'avvocato Laino; poco dopo è giunto anche l'altro difensore, l'avvocato Pepe. Il quale ha spiegato che Schettino non è presente perché potrebbe essere malato. Al Tribunale non sono giunte comunicazioni ufficiali. Il presidente del collegio, Puliatti, ha rimproverato i difensori per la mancata comunicazione del ritardo. Nel frattempo era stato avvertito un difensore di ufficio: il processo sarebbe cominciato ugualmente, ma senza i legali di fiducia del comandante.
La perizia sui resti ossei. Sarà affidata alla prossima udienza, il 23 settembre, la perizia sul Dna per accertare l'identità della persona cui appartengono i resti ossei ritrovati sulla Costa Concordia dopo che la nave è stata portata a Genova. Lo ha stabilito il Tribunale in apertura di udienza, dopo che il pm Leopizzi ha comunicato l'arrivo del fascicolo dalla Procura di Genova. Il sostituto procuratore ha aggiunto che nel fascicolo è contenuta una relazione antropologica che attribuisce all'80% la natura femminile dei resti.
I traumi post-naufragio dei passeggeri. C'è chi ha sviluppato una sintomatologia parkinsoniana; chi ha ancora paura a entrare in acqua; chi prova fastidio se qualcuno la ferma per strada; chi non riconosce di essere malata ma ha cambiato radicalmente vita; chi soffre di mal di testa tutto il giorno. Cinque casi di altrettanti passeggeri della Costa Concordia che sono dovuti ricorrere alle cure di specialisti dopo il naufragio. La loro storia clinica è stata narrata dalla neurologa Elena Cristina e dal medico legale Eva Montanari. Sono cinque anziani naufraghi residenti della provincia di Bologna, costituitisi parte civile con l'avvocato Michelina Suriano.
Altri due esperti, il neuropsichiatra Saverio Stassi e l'ufficiale medico Massimiliano Montes, hanno invece parlato del nesso di causalità tra il naufragio e il danno subito da quattro passeggeri siciliani, di gravità differente. Uno di loro aveva subìto poco prima un intervento per una protesi all'anca e aveva quindi difficoltà a fuggire dalla nave che si stava rovesciando, dovendosi muovere con le stampelle.
"Ci siamo sentiti abbandonati". I giudici hanno ascoltato anche la testimonianza di una passeggera abitante a Pietra Ligure, Antonella Folco, 39 anni, sulla Concordia insieme ai genitori cui aveva voluto fare un regalo per l'anniversario di matrimonio. "Ci siamo sentiti abbandonati dal personale della nave. Gli unici presenti era quello di sala, che non parlava né italiano né inglese e si esprimeva a gesti. L'unica cosa che sapevano dire era 'I'm sorry'.". La donna ha raccontato anche delle conseguenze del naufragio: "Per due mesi non sono uscita di casa né andata a lavorare. Sono diventata pessimista. E anche la mia relazione sentimentale è terminata. Il naufragio ha distrutto la mia vita. Costa ha le sue belle responsabilità".
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