Il Tirreno

Grosseto

Un’operazione per pulire i fondali dalle nasse

di Michele Nannini
Un’operazione per pulire i fondali dalle nasse

Dopo la denuncia dei pescatori professionisti sui danni al mare del Golfo parte un’iniziativa per unire le forze e rimuovere le trappole abbandonate

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FOLLONICA. Le difficili condizioni dei fondali del Golfo di Follonica, denunciate nei giorni scorsi dai pescatori professionisti che operano dal porto del Puntone, sono una costante ormai da parecchi anni. Le pratiche che i pescatori contestano, ovvero l'uso eccessivo delle nasse da parte di alcuni pescherecci provenienti da fuori regione ed il loro abbandono in mare, non sono un allarme dell'ultim'ora, ma rappresentano un neo che gli amanti dei fondali toscani cercano da tempo di arginare.

Dopo la denuncia alla Capitaneria di porto ed alle altre autorità competenti, il prossimo passo sarà quello di provvedere ad una pulizia dei fondali da effettuare unendo le forze di tutti gli operatori che si trovano sul territorio. Il mare infatti non ha confini politici e le stesse difficoltà patite a Follonica e Scarlino interessano anche il resto del Golfo di Follonica, da Piombino a Punta Ala. Così l'ultima idea, già messa in atto negli anni passati, è quella di riunire tutti gli operatori in una maxi operazione di controllo e verifica dei fondali con rimozione delle nasse abbandonate in collaborazione proprio con i pescatori professionisti. «L'obiettivo è quello di riuscire ad organizzare una operazione del genere nel giro di qualche settimana – conferma Antonino Vella, ambientalista e subacqueo del circolo Lni Follonica – se riusciamo a mettere assieme i pescatori, i sub, gli amanti del mare, i volontari, le associazioni di protezione civile dei vari territori che si affacciano sul Golfo potremmo davvero portare a termine una operazione di pulizia importante, anche se in poche ore la quantità di nasse che è possibile recuperare, comunque elevata, rimarrebbe in ogni caso molto limitata rispetto al totale che infesta il nostro mare».

Operazioni simili hanno già interessato nei mesi e negli anni scorsi il mare di Follonica e Scarlino, come le ultime edizioni di “Puliamo il mare” che hanno fatto unire le forze degli operatori del mare e delle amministrazioni, coinvolgendo spesso anche i bambini delle scuole. Proprio le nasse abbandonate rappresentano uno dei rifiuti più pericolosi per l'ecosistema marino, rimanendo ancorate sul fondo ed autoalimentandosi attirando nuove prede; fra il 2011 ed il 2012 la guardia costiera ne sequestrò in totale quasi 350 rinvenute sui fondali di Pratoranieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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