Il Tirreno

Grosseto

Stop agli ampliamenti degli impianti di risalita

di Fiora Bonelli
Stop agli ampliamenti degli impianti di risalita

Una riunione con la Regione sul Pit per chiedere lo sblocco dei progetti Gli operatori sul piede di guerra: «Vogliamo creare uno snowboard park»

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CASTEL DEL PIANO. Non solo i vigneti, ma anche gli impianti di risalita della Amiata nel mirino del piano paesaggistico regionale, secondo cui gli impianti di risalita costituirebbero degli elementi di criticità del territorio e dunque sarebbero vietati ampliamenti e nuove piste da sci. In fumo, se il quadro restasse questo, i progetti degli operatori del turismo invernale e le speranze, come pareva fino all’elaborazione del piano, di ampliare e ripristinare tutte le strutture impiantistiche della montagna. Dunque l’Amiata agricola e quella del turismo, i suoi due punti di forza, rischia di essere ancora una volta mortificata e sacrificata. Ma le istituzioni non ci stanno. Castel del Piano che lavora nel turismo della neve e degli impianti di risalita punta i piedi: «Il 29 - spiega il sindaco Claudio Franci - scade la possibilità di presentare osservazioni al Pit: stiamo lavorando come Comune e come Unioni dei comuni per proporre alcune modifiche al Piano di indirizzo territoriale regionale. Come la zona di Montalcino, anche noi vogliamo salvaguardare i nostri vigneti e in questo caso, il nostro turismo invernale. Abbiamo portato avanti e stiamo continuando a farlo, una battaglia contro il progetto geotermico della Gesto a Montenero, indicando le produzioni di qualità come prioritarie per quella zona. Vogliamo difendere i nostri vigneti, ma lo vogliamo fare anche con la parte alta della montagna. Anche noi siamo sempre stati i tutelatori del cono amiatino, ma siamo convinti che gli impianti di risalita non costituiscono nessuna minaccia all’ambiente. Andremo, dunque, il 29, a un confronto in regione». Intanto, in attesa dell'incontro, gli operatori della montagna cadono dalle nuvole. «Se si mettono vincoli stretti anche agli impianti - commentano dalle Macinaie - siamo perduti. Sono lì da più di 30 anni e non hanno mai dato noia a nessuno. Fra l'altro è in atto in progetto di ampliamento piste con ripristini importanti. Si voleva creare uno snowboard park e ci sono alberi pericolosi da togliere. Bisognerebbe implementare gli impianti, non impedire la loro esistenza». Gli operatori temono, visto il vento che tira, che agli impianti trentennali amiatine, così vetusti come quelli dell'Abetone, si dia uno stop: «gli impianti dopo 30 anni dovrebbero essere rimessi a norma. Ci vogliono soldi. Era stata data una proroga, in vista di un ampliamento e ripristino di queste strutture. Ma c'è di più. Il comune di CasteldelPiano e quello di Seggiano hanno avuto da Londra il premio Eden perché sono stati ritenuto i comuni più ecosostenibili. Giudizio che comprende gli impianti. Dunque all'improvviso siamo diventati brutti? Una cosa è certa. Il territorio non si aiuta così».

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