Il Tirreno

Grosseto

IN UN AGRITURISMO SULL’AMIATA

Leprotto sta per annegare nella piscina

Una dipendente e alcuni ospiti lo tirano fuori in extremis e lo rimettono in forze

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MONTENERO D’ORCIA. Un etto o poco più di pelo, un leprotto in pericolo di vita che una signora e altre persone, compresi i bambini, hanno salvato. Una piccola storia con lieto fine, con protagonista un leprottino che chissà per quale caso fortuito si era allontanato dalla sua tana per andare a finire dentro la piscina dell’agriturimo di Poggio Narchini a Montenero d’Orcia.

Annaspava terrorizzato provocando solo un impercettibile rumore di acqua smossa, quando qualcuno lo ha visto. La signora Rosella Turchi, una dipendente dell’agriturismo stava accompagnando degli amici in albergo e questa è stata la salvezza del leprotto: «Ho parcheggiato con la macchina abbastanza vicino alla piscina. Era già abbastanza scuro. Nel silenzio ho sentito un rumore impercettibile, come se qualcuno fosse in acqua e stesse nuotando. Però lì per lì non ho dato peso a quella che pensavo fosse solo una sensazione. Ma poi, salendo le scale dell'appartamento dove dovevo accompagnare gli amici, ho sentito di nuovo lo stesso sciacquio. Allora ho pensato che qualcuno degli ospiti dell’agriturismo si fosse avventurato a fare un tuffo notturno, ma ho guardato bene e non vedevo nessuno. Allora ho preso una torcia e mi sono avvicinata al bordo della piscina. Meraviglia! Il nuotatore, altro non era che un piccolo leprotto che si affannava e si agitava per cercare un appiglio. La sensazione è stata che ormai avesse finito le forze e stesse per cedere. Mi sono fatta in quattro per cercare qualcosa per salvarlo e insieme con un amico abbiamo trovato un retino e con quello lo abbiamo tirato fuori. Era piccolissimo e appena adagiato a terra sembrava non reagire. Nel frattempo sono arrivati anche due bambini ospiti dell’agriturismo e tutti insieme abbiamo programmato l'assistenza: lo abbiamo asciugato e poi cercato un ambiente dove sistemarlo per passare la notte. La scelta è caduta sulla stanza del biliardo, ambiente che potevamo chiudere e che reputavamo avesse pochi pericoli per lui. I bambini lo accarezzavano ma il leprotto non reagiva. Era molto stordito. Lo abbiamo messo dentro un telo asciutto sopra al divano e solo allora ha cominciato a mostrare qualche reazione, ma è rimasto lì dove lo avevamo sistemato buono buono. Noi lo abbiamo salutato promettendogli che se il giorno seguente si fosse ristabilito lo avremmo lasciato scorrazzare di nuovo nei campi, ma ci siamo fatti promettere che la prossima volta indosserà il salvagente. I bambini sono andati a letto euforici, aspettando la mattina per rivedere il piccolo e anche io – dice Rosella – sono ritornata a casa, felice e piena di speranza».

La mattina dopo, la bella notizia. «Il leprottino – spiega Rosella – era vispo, davanti ai vetri della finestra. L’ho tenuto in braccio e accarezzato un po’ e poi liberato in un’aiola. E’ schizzato via felice».

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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