Il Tirreno

Grosseto

la polemica

«L’Unione dei Comuni è inutile»

I consiglieri di minoranza all’attacco su costi e decisioni dell’ente

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CASTEL DEL PIANO. Prima seduta del consiglio della Unione Amiata grossetana, il 18 settembre. E i “fusionisti” di Seggiano, Cologgi, Simi e Santella, coordinati da Marcello Bianchini, già scalpitano e approfittano dei lavori in corso per invocare la fusione dei comuni: «Un pessimo inizio - dicono - perché il presidente Franci ha convocato la seduta con settimane di ritardo e anche gli inviti ai consiglieri delegati alla unione sono pervenuti in ritardo»; se qualcuno dei consiglieri avesse eccepito la nullità della seduta per mancato rispetto del termine di convocazione, affermano i consiglieri di minoranza di Seggiano, la sessione consiliare sarebbe saltata e se la seduta fosse saltata, sarebbe stata assai elevata la possibilità di non approvazione del bilancio con gravi conseguenze. I tre affermano che «tutti gli intervenuti hanno evidenziato che l'unione non funziona - ed in particolare Cologgi ha sottolineato - che l'unione è stata insediata tre anni orsono e si è distinta per avere rinviato decisioni fondamentali per il suo funzionamento». Le conseguenze di questo scenario sono, secondo i tre dell’opposizione di Seggiano che «l’Unione dei comuni ha personale e fondi insufficienti per gestire le funzioni proprie e quelle delegate dai comuni che ne fanno parte; che il disbrigo delle pratiche ha subito rallentamento anziché accelerazione e che gran parte del personale rimasto ai comuni, pur essendo pagato come prima, si trova sottoccupato perchè non si interessa più delle pratiche trasferite alla Unione. In definitiva: l’unione costa di più, appesantisce la burocrazia e viene percepita dai cittadini come un carrozzone». (f.b.)

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