Sicurezza
Lo Stato si oppone alle nozze gay di Giuseppe e Stefano
Udienza in Corte d’appello: il Ministero chiede di costituirsi Contestata la legittimità della trascrizione del matrimonio
GROSSETO. Da una parte una coppia, due uomini innamorati che a New York sono diventati marito e marito e hanno trovato la quadratura del loro cerchio. Dall’altra lo Stato, con il ministero dell’Interno, la Prefettura e la Procura che della trascrizione di quelle nozze non ne vogliono sentir parlare. In mezzo le ragioni dell’una e dell’altra parte.
Alla Corte d’appello di Firenze, l’udienza sul reclamo presentato dal procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio contro quei due nomi che sono stati riportati nel registro dello Stato civile del Comune di Grosseto così come ordinato dal tribunale, si è conclusa con un nulla di fatto. «Un’udienza interlocutoria», ha spiegato l’avvocato Claudio Boccini, che ha promosso la causa per la trascrizione delle nozze gay celebrate a New York dall’architetto grossetano Giuseppe Chigiotti e dal giornalista del Corriere della Sera Stefano Bucci.
In aula si sono presentati i legali dell’avvocatura dello Stato che hanno rivendicato il ruolo di legittimato passivo a stare in giudizio al posto del sindaco. È questa la richiesta formulata dal ministero, che è intervenuto in corso di giudizio. Se la Corte d’appello riconoscerà il ruolo rivendicato dallo Stato, il fascicolo dovrà tornare un’altra volta al tribunale di Grosseto, dove era stata ordinata la trascrizione delle nozze allo Stato civile.
Ma nell’aula della Corte d’appello del tribunale di Firenze, l’avvocatura dello Stato è entrata anche nel merito della questione sottoposta ai giudici: affermando sostanzialmente che il matrimonio omosessuale è contrario alla legge italiana. E quindi, anche se celebrato all’estero, risulterebbe illegittima la trascrizione nel registro dello Stato civile, così come è avvenuto a Grosseto dove il tribunale, per la prima volta in Italia su richiesta dell’avvocato Boccini si è pronunciato in questa direzione.
Opposta, ovviamente, la visione del legale della coppia e del team di avvocati della Rete Lenford, che si occupano dei diritti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) che hanno ribadito il diritto di Giuseppe e Stefano alla trascrizione del loro matrimonio in Italia. E del suo riconoscimento.
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